Venezuela: Guaidó convoca sciopero dell’amministrazione pubblica

Pubblicato il 6 marzo 2019 alle 9:39 in America Latina Venezuela

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Juan Guaidó cerca di recuperare l’iniziativa in Venezuela con uno sciopero generale dell’amministrazione pubblica che rappresenta una vera e propria sfida ad uno dei settori più importanti del governo di Nicolás Maduro e vero e proprio bastione chavista. 

Il leader dell’opposizione ha pubblicato una lettera aperta martedì 5 marzo, il giorno dopo il suo ritorno nel paese, in cui si convoca la mobilitazione dei lavoratori pubblici. Il presidente dell’Assemblea nazionale, riconosciuto come presidente ad interim da più di 50 paesi, ha chiesto l’interruzione delle funzioni dell’amministrazione dopo aver incontrato i rappresentanti di 16 sindacati e ha annunciato una legge di garanzie per proteggere i dipendenti di le rappresaglie del regime. Né Guaidó né le organizzazioni sindacali con cui si è riunito hanno ancora reso nota la data dello sciopero.

Il settore pubblico, tradizionalmente fedele all’esecutivo di Hugo Chávez e ora a quello Nicolás Maduro nonostante le precarie condizioni di lavoro, manifesta segni di insofferenza importanti secondo il politico oppositore venezuelano. Ora si tratta di ingrandire le fratture tra pubblica amministrazione e governo per creare una cortocircuito nei macchinari dello Stato ancora controllati da Nicolás Maduro senza particolari difficoltà nonostante la crisi che attraversa il paese. 

“Oggi la burocrazia viene rapita dalla dittatura” – ha detto Guaidó, che questa settimana intende riaccendere la pressione contro il partito al governo con un nuovo programma, a partire dalle manifestazioni di piazza in programma per sabato 9 marzo. “Stiamo andando verso un’interruzione graduale nella pubblica amministrazione, non c’è dubbio” – ha continuato il leader dell’opposizione. Guaidó si è detto cosciente del fatto che la scommessa è ad alto rischio e che presuppone l’arrivo di “momenti complessi, giorni difficili” per la prevedibile reazione delle autorità chaviste. “Sappiamo che le minacce inizieranno, la persecuzione, ma oggi dipende anche da te. Il momento è ora. Il momento è arrivato” – ha esortato. 

La mossa di Guaidó ha somiglianze con il tentativo di produrre una rottura nella cupola delle Forze Armate, che non è ancora avvenuta. L’operazione lanciata lo scorso 23 febbraio e volta a introdurre nel paese le spedizioni di forniture mediche e cibo oltre i confini con Colombia e Brasile, frustrate dalla reazione dell’apparato militare e civile chavista, della polizia e dei gruppi paramilitari,  ha dimostrato che il governo tiene ancora salde le redini dell’esercito e delle forze di sicurezza. Anche se ci sono già state più di 700 diserzioni, quei numeri, molto significativi, non sono abbastanza per indebolire un settore con circa 250.000 soldati.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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