Guaidó torna in Venezuela nonostante l’ordine di arresto

Pubblicato il 5 marzo 2019 alle 8:55 in America Latina Venezuela

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Il leader dell’opposizione e autoproclamato presidente ad interim del Venezuela, Juan Guaidó, è tornato a Caracas nella serata di lunedì 4 marzo, nonostante un ordine di arresto emesso dalle autorità fedeli al presidente chavista Nicolás Maduro.

Il 22 febbraio scorso, alla vigilia della consegna degli aiuti umanitari, poi fallita, organizzata dall’opposizione Guaidó aveva lasciato Caracas per dirigersi a Cúcuta, in Colombia, dov’è stoccata la maggior parte degli aiuti provenienti dagli Stati Uniti e da alti paesi. Su Guaidó pendeva un ordine della magistratura di non abbandonare il Venezuela. A Cúcuta il leader oppositore ha assistito al concerto Venezuela Live Aid, cui hanno preso parte numerose star della musica spagnola e latinoamericana e cui hanno assistito numerosi leader politici della regione, tra cui il presidente del Cile Sebastián Piñera.

Da Cúcuta Guaidó si è spostato a Bogotà, per partecipare al vertice del Gruppo di Lima, come legittimo rappresentante del Venezuela, il che ha spinto Messico, Guyana e Saint Lucia, che non lo riconoscono, a disertare la riunione. In Colombia il presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana si è riunito con il vicepresidente USA, Mike Pence e con il presidente colombiano, Iván Duque, suo principale alleato nella regione. Nei giorni successivi Guaidó ha compiuto un tour delle capitali sudamericane che lo ha portato a Brasilia, Asunción, Buenos Aires e Quito, prima di rientrare a Caracas su un aereo commerciale.

Guaidó è tornato nel paese entrando dall’aeroporto internazionale di Maiquetia (Caracas), il principale del Venezuela, come precedentemente da lui stesso annunciato. Un segno allo stesso tempo della determinazione del leader oppositore, ma anche di una concessione da parte di Maduro, in quanto è impossibile atterrare e superare i  controlli dell’ufficio immigrazione e della dogana senza l’approvazione del governo chavista. Guaidó, tra l’altro, non è entrato anonimamente nel paese, ma attraversando tutti i controlli, di cui ha pubblicato le foto sul suo account ufficiale di Instagram. All’aeroporto erano presenti gli ambasciatori di alcuni paesi che riconoscono Guaidó, tra cui quello della Spagna Jesús Silva.

Secondo alcuni analisti il ritorno di Guaidó rende patente la debolezza di Maduro, ormai impossibilitato a controllare le mosse del suo antagonista. Secondo altri, tuttavia, la decisione di non fermare Guaidó si deve all’ala del chavismo che fa capo ai fratelli Rodríguez, Jorge, ministro delle comunicazioni, e Delcy, vicepresidente della Repubblica. L’arresto di Guaidó sarebbe stato “cedere a una provocazione” e far precipitare “inutilmente” la situazione. Dopo più di una settimana fuori dal paese e dopo l’insuccesso nel tentativo di far entrare aiuti umanitari oltre i confini, le aspettative generate dalla leadership di Guaidó, secondo alcuni esponenti del governo di Caracas, sono diminuite e un arresto sarebbe stato controproducente. C’è, dunque, un calcolo politico dietro le mosse di una parte della leadership chavista, che cerca di ridurre la rilevanza di Guaidó, aspettando le prossime mosse dell’opposizione.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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