Montenegro: migliaia in protesta contro presidente Djukanovic

Pubblicato il 3 marzo 2019 alle 16:21 in Balcani Serbia

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Migliaia di cittadini hanno protestato nella capitale del Montenegro, Podgorica, sabato 2 marzo, nel quarto raduno antigovernativo volto a chiedere le dimissioni del presidente, Milo Djukanovic, accusato di corruzione, clientelismo e abuso di potere.

Folle di manifestanti, radunati da attivisti civili, giornalisti e blogger che si dicono non affiliati a partiti politici, hanno marciato attraverso il cento di Podgorica intonando lo slogan “Milo ladro”. I politici all’opposizione hanno preso le distanze da tale protesta, che segna la quarta giornata di questo tipo nella capitale montenegrina. I raduni sono iniziati dopo che Dusko Knezevic, un ex alleato del presidente Djukanovic, ha accusato il capo di Stato e il suo Partito Democratico dei Socialisti (DPS) di corruzione, clientelismo, abuso di potere e accordi finanziari ambigui e torbidi. Djukanovic e i principali esponenti del partito hanno respinto tali accuse, affermando che le proteste antigovernative sono legittime, purché non sfocino nella violenza.

Dall’indipendenza del Paese, raggiunta nel 1991, Djukanovic ha dominato lo scenario politico del Montenegro, Stato membro della NATO e candidato all’adesione all’Unione Europea, sia in qualità di premier per quattro mandati (1991-1998, 2003-2006, 2008-2010, 2012-2016) sia come presidente della Repubblica dal 1998 al 2003 e da maggio 2018 a oggi. Il pubblico ministero montenegrino ha accusato un banchiere, Knezevic, di frode e riciclaggio di denaro, e presunti accordi illeciti con Djukanovic e i suoi; l’uomo è fuggito in Gran Bretagna. A dicembre, una banca centrale del Paese balcanico aveva posto la piccola Atlas Banka, presieduta da Knezevic, sotto la guida di un’amministrazione provvisoria, in quanto il suo capitale non era riuscito a raggiungere i requisiti minimi in materia di rischio di mercato.

Manifestazioni politiche settimanali sono continuate anche in Serbia, lo Stato vicino più grande che, come il Montenegro, è ex-repubblica jugoslava. Nella capitale serba, Belgrado, in migliaia hanno protestato contro il ruolo via via maggiormente autocratico del presidente, Aleksandar Vucic. Il capo di Stato, leader del Partito Progressista Serbo (SNS), è accusato dai rivali politici di soffocare la libertà di stampa, e sono in molti a chiedere le sue dimissioni e l’indizione di elezioni libere e giuste. Vucic ha sempre respinto tali accuse.

Tanto il Montenegro quanto la Serbia hanno richiesto l’adesione all’Unione Europea, ma il blocco ha detto loro che come prerequisito per l’idoneità devono eliminare il crimine organizzato, la corruzione, il nepotismo e, da ultimo, alleggerire la burocrazia.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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