Mogherini in Libano conferma appoggio dell’UE

Pubblicato il 28 febbraio 2019 alle 7:21 in Europa Libano

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L’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, è stata in visita ufficiale in Libano, il 25 e 26 febbraio, la prima dalla formazione del nuovo governo di Beirut, avvenuta lo scorso 31 gennaio. Si è trattato invece del quarto viaggio in Libano che Mogherini ha effettuato dall’inizio del proprio mandato, il primo novembre 2014.

L’Alto Rappresentante dell’UE ha incontrato il presidente della Repubblica libanese, Michel Aoun, il primo ministro, Saad Hariri, il portavoce del Parlamento, Nabih Berri, il ministro degli Affari esteri, Gebran Bassil e il ministro dell’Interno, Raya El Hassan, che è una delle quattro donne parte del nuovo governo libanese. Mogherini ha altresì colloquiato con il comandante della missione dell’Onu in Libano (UNIFIL), il generale Stefano Del Col, e il leader del Partito Socialista progressista, Walid Jumblatt.

Secondo quanto riferito dal comunicato ufficiale europeo, la visita dell’Alto Rappresentante ha sottolineato il forte impegno dell’UE volto a stabilizzare il Libano e la partnership tra i due Paesi, basata su interessi e valori di comune interesse. Inoltre, Mogherini ha espresso la volontà dell’Unione di continuare ad accompagnare il Libano nell’attuazione del suo programma di riforme e di sostenere il governo e le comunità locali nell’ospitare i rifugiati. A tal fine, l’Unione europea continuerà a impegnarsi per l’unità, la sovranità, la stabilità e l’integrità territoriale del Libano, sostenendo pienamente l’UNIFIL nell’ambito del mantenimento della stabilità al confine meridionale.

Attualmente, l’Unione collabora con il Libano in una ampia gamma di settori, dal rafforzamento dello stato di diritto al rispetto dei diritti umani, alla riforma del settore della sicurezza e alla creazione di nuove opportunità di lavoro.

Da parte sua, in seguito all’incontro, il presidente Aoun ha dichiarato che l’Unione Europea prende decisioni sul destino dei profughi siriani in Libano, “basandosi su ragioni politiche”, senza tenere conto delle questioni socio-economiche. In un comunicato della presidenza libanese, Aoun ha ribadito la posizione del Paese mediorientale riguardo alla necessità del circa milione di profughi siriani di “tornare nelle zone sicure della Siria”. Da Bruxelles, invece, è stato ribadito che un ritorno dei profughi siriani deve avvenire soltanto dopo aver risolto la transizione politica in Siria. Ad avviso di Aoun, invece, non è possibile aspettare una soluzione politica al conflitto siriano poiché, per ottenerla, sarà necessario aspettare più a lungo.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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