Putin tra vecchie paure e nuove minacce

Pubblicato il 27 febbraio 2019 alle 0:01 in Il commento Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Putin ha dichiarato di essere pronto a puntare i suoi nuovi potentissimi missili contro gli Stati Uniti, se Trump non rinuncerà a installare i propri in Romania e in Polonia. Il presidente russo ha aggiunto che, in caso di guerra nucleare, la Russia è equipaggiata meglio degli Stati Uniti per colpire per prima. La dichiarazione ha avuto una grande eco anche perché è stata pronunciata nel discorso annuale che il capo del Cremlino tiene in presenza di tutti i deputati. Il contesto era solenne.  

Che cosa teme Putin? I missili che Trump vorrebbe installare in Europa sono in grado di abbattersi su Mosca in un tempo che oscilla tra i 10 e i 12 minuti e a Putin non resta altra soluzione che minacciare per non essere minacciato. È la logica dell’escalation. Il tono di Putin verso Trump è stato irridente. Ha detto testualmente: “Gli americani sono liberi di pensare quello che vogliono, ma sono in grado di contare? Sono sicuro di sì. E allora lasciamo che contino la velocità e la gittata del nostro nuovo sistema missilistico”. A giudicare dai dati a disposizione degli esperti, Putin ha in mano un’arma molto temibile. Il nuovo missile ipersonico, denominato “Avangard”, può raggiungere una velocità venti volte superiore alla velocità del suono. Il problema, per Trump, è che i suoi scienziati lavorano da anni allo stesso progetto, ma sono decisamente indietro rispetto ai russi. La nuova arma di Putin è in grado di compiere il giro del mondo in mezz’ora e colpire qualunque città senza essere intercettata. Colpire senza essere colpiti è la forma più pura di dominio. Dal dibattito tra i massimi esperti americani – che si tratti di studiosi o di generali dell’esercito –  emerge che gli Stati Uniti non hanno ancora sviluppato la tecnologia per intercettare il “mostro” russo. Nel luglio 2018, Michael Griffin, un fisico e ingegnere aerospaziale che siede ai vertici del Pentagono, ha lanciato un grido d’allarme. I nuovi missili ipersonici di Putin sono in grado di reagire a qualunque minaccia a una velocità altissima, oltre a essere facilmente manovrabili e quasi impossibili da intercettare e abbattere. Insomma, sono molto superiori ai missili intercontinentali. Griffin ha poi aggiunto che la tecnologia dei missili ipersonici americani maturerà durante il 2020, mentre Putin assicura di essere pronto a piazzarli in prima linea già da tempo. A essere precisi, aveva reso noto il superamento di tutti i test tecnici il 26 dicembre 2018, annunciando la nascita di “Avangard” al mondo intero. Le minacce che Putin rivolge oggi agli Stati Uniti sono una reazione all’annuncio di Trump di volersi ritirare dal trattato “Inf”, firmato nel 1987 da Reagan e Gorbaciov, che proibisce sviluppo, produzione e dispiegamento di tutti i missili nucleari basati a terra con un raggio d’azione tra 500 e 5.500 chilometri.Trump, accusato di avere precipitato il mondo in un clima da guerra fredda, si è difeso accusando la Russia di avere violato il trattato “Inf” segretamente. La vera posta in gioco, per Putin, è l’espansione militare della Nato nell’Europa dell’Est. Tra tutte le minacce che deve fronteggiare, questa è la più grande, ma anche la più imminente. La militarizzazione della Polonia e della Romania è un fenomeno già in corso. Un tempo dalla parte dell’Unione Sovietica, questi Paesi sono entrati nella Nato con una paura ossessiva della Russia. In molti ambienti polacchi e rumeni esiste la convinzione che Putin voglia scatenare una guerra per ricostituire l’impero sovietico con una diversa denominazione. Questo spiega i notevoli investimenti militari della Polonia, divenuto uno dei Paesi Nato che spende di più nella difesa. La Polonia è anche tra i principali promotori di “Bucarest 9”, un’alleanza fondata il 4 novembre 2015 su iniziativa del presidente della Romania, Klaus Johannis, e del presidente della Polonia, Andrzej Duda. Il gruppo si chiama Bucarest 9 perché si compone di nove Paesi della Nato riunitisi a Bucarest. Essi sono: Romania, Bulgaria, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia. A Putin non piace l’idea che un gruppo di Stati, un tempo vassalli di Mosca, diventi la minaccia più grande alla sicurezza della Russia: è una minaccia, ma anche un affronto. Ecco perché Putin sfoggia i missili e irride gli americani.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano in Italia sulla politica internazionale.

Articolo apparso sul “Messaggero” nella rubrica “Atlante”. Per gentile concessione.

di Alessandro Orsini

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.