Pakistan abbatte 2 jet da guerra indiani

Pubblicato il 27 febbraio 2019 alle 15:45 in India Pakistan

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Il Pakistan ha effettuato un raid aereo durante il quale ha  abbattuto 2 jet indiani e ha catturato 2 piloti, mercoledì 27 febbraio, secondo quanto riportato dai funzionari di Islamabad. In più, si sono verificati diversi scontri, sia via terra sia per via aerea nella regione del Kashmir con un numero ancora indefinito di vittime.

Il generale maggiore pakistano e portavoce delle forze armate, Asif Ghafoor, ha dichiarato che i jet indiani, prima di essere abbattuti, sono entrati nello spazio aereo del Pakistan dopo che questo aveva effettuato 6 attacchi aerei nel Kashmir sotto amministrazione indiana. Questo gesto, secondo Ghafoor, non ha rappresentato una rappresaglia, ma una dichiarazione di potenza e capacità. Il generale ha tuttavia aggiunto che il Paese non vuole vedere un’escalation di violenza e non vuole categoricamente entrare in guerra.

Ghafoor ha poi dichiarato che uno dei velivoli è caduto nella parte indiana della regione contesa, mentre l’altro in quella amministrata da Islamabad  e di cui sono stati catturati i 2 piloti. Al briefing ufficiale che ha seguito l’accaduto, il generale ha mostrato le armi e i documenti di presunta possessione dei piloti. L’account ufficiale del governo pakistano su Twitter ha pubblicato un video di un uomo che sosteneva essere uno dei piloti indiani che erano stati abbattuti. L’uomo, il cui volto è insanguinato e bendato, dà il suo nome e il numero di servizio, prima di dire a un uomo che lo interroga: “Mi dispiace signore, è tutto ciò che dovrei dirti.”

In una dichiarazione a parte, il Ministero degli esteri del Pakistan ha affermato di aver colpito obiettivi non militari all’interno del Kashmir indiano, ma che aveva evitato  vittime e danni collaterali. La dichiarazione recita: “Se l’India colpisce i cosiddetti sostenitori del terrorismo senza uno straccio di prova, manteniamo anche i diritti reciproci di vendicarsi contro elementi che godono del mecenatismo indiano mentre compiono atti di terrore in Pakistan”.

I funzionari di Nuova Delhi hanno dichiarato che 3 jet pakistani sono entrati nello spazio aereo indiano prima di essere intercettati e costretti a tornare indietro. La risposta a caldo dell’abbattimento dei 2 jet è stata la chiusura dell’aeroporto principale del Kashmir, a Srinagar, e altri 3 minori nelle vicinanze. Il Pakistan, invece, ha chiuso il suo spazio aereo cancellando i voli.

L’intervento militare è una controffensiva rispetto all’attacco dell’aviazione indiana sul suolo pakistano avvenuto ieri, martedì 26 febbraio, dove le bombe hanno colpito un presunto campo di addestramento dell’organizzazione terroristica Jaish-e-Mohammed (JeM) uccidendo più di 300 persone. La comunità internazionale sta chiedendo ad entrambe le parti di mostrare moderazione, dopo che gli Stati hanno ordinato attacchi aerei nell’arco di due giorni, la prima volta nella travagliata storia della regione asiatica in questione. Le forze di terra, nel frattempo, si sono scontrate in più di una dozzina di punti strategici.

La rinnovata tensione tra i due Stati trova origine nell’attentato avvenuto il 14 febbraio nella città di Awantipora, il peggiore dall’inizio della ribellione armata nella regione contesa dal 1989. Il gruppo estremista con base in Pakistan JeM ha colpito un autocarro della polizia indiana, uccidendo 44 paramilitari. Il primo ministro indiano, Narendra Modi, sotto pressione per le elezioni nazionali imminenti, aveva in precedenza dichiarato che l’India avrebbe dato una risposta adeguata al torto subito.

Il rischio di un possibile conflitto è tuttavia drammaticamente aumentato quando l’India ha lanciato un attacco con 12 Mirage 2000 ed ha colpito la città di Balakot, che si trova nel Kashmir amministrato dal Pakistan. Secondo le fonti indiane, il raid aereo ha lasciato a terra più di 300 combattenti dello JeM, sebbene le autorità pakistane abbiano negato la presenza di vittime o di danni materiali. Secondo la versione di Islamabad, l’aviazione pakistana ha fatto allontanare i caccia di Nuova Delhi che hanno scaricato le bombe su una zona boschiva, senza causare danni. Tuttavia, subito dopo l’abbattimento dei 2 aerei indiani di mercoledì 27 febbraio, il primo ministro pakistano, Imran Khan, si è rivolto alla nazione in un discorso televisivo chiedendo i colloqui con l’India sperando che il “buon senso” prevalga al fine di evitare un’escalation del conflitto. Khan ha affermato che “la storia ci dimostra che le guerre sono piene di errori di calcolo. La domanda è se, date le armi che possediamo, possiamo permetterci errori di calcolo”.

L’abbattimento dei 2 jet indiani non è l’unico motivo di ulteriore tensione tra i due Stati. In un incidente separato, sempre di mercoledì 27 febbraio, i funzionari della polizia nel Kashmir indiano hanno affermato che 2 piloti indiani e 1 civile sono morti a seguito dello schianto di un aereo indiano nella regione. Inizialmente il velivolo era stata indentificato come un normale aereo, ma un numero parziale della coda visto da un testimone ha mostrato che si trattava di un elicottero militare Mi17. Tuttavia, la causa dello schianto è sconosciuta. In più, secondo quanto riportato da un portavoce delle milizie indiane, martedì 26 febbraio sera il Pakistan ha colpito con armi di grosso calibro 12 o 15 postazioni militari lungo il confine de facto nel Kashmir, la cosiddetta “linea di controllo” (LoC). L’esercito indiano, secondo il portavoce, ha provocato danni e un considerevole numero di vittime, mentre tra le file indiane vi sono stati solo feriti. L’attacco è terminato il 27 febbraio mattina. Il vice commissario del distretto di Poonch, un’aerea che ha subito diversi attacchi negli ultimi giorni, Rahul Yadav, ha affermato che sebbene non ci siano state vittime tra i civili, imperversa il panico. Yadav ha anche aggiunto che è in atto un piano di evacuazione della zona.

I funzionari del Kashmir pakistano hanno dichiarato che almeno 4 persone sono state uccise e 7 ferite, tra cui civili, con migliaia di persone evacuate e scuole chiuse nelle zone di confine.

Gli ultimi fatti hanno toccato i mercati azionari di entrambi i Paesi. Le borse pakistane sono diminuite bruscamente durante le contrattazioni mattutine con il benchmark KSE 100 Index in calo del 3,34% e il restringimento dell’indice KMI 30 in calo del 3,6% a Karachi. Il mercato azionario indiano era in calo dello 0,5%. A Mumbai, la capitale finanziaria dell’India, c’è stato un visibile aumento dei livelli di sicurezza.

Il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha discusso separatamente con i ministri degli Esteri dei due Paesi e li ha esortati a evitare “ulteriori attività militari” dopo l’attacco aereo di martedì. Sia la Cina sia l’Unione Europea hanno anche chiesto moderazione, insieme al ministro degli Esteri neozelandese, Winston Peters.

I due Paesi dell’Asia meridionale hanno combattuto tre guerre dal 1947,  di cui due sul Kashmir. Sebbene non abbiano combattuto una guerra su vasta scala da quando sono diventate entrambe potenze nucleari nel 1998, hanno avuto innumerevoli schermaglie lungo il loro confine de facto tra le montagne della catena himalayana. Il controllo del Jammu e Kashmir  è diviso tra le due potenze, ma ognuna rivendica la regione per intero. In più, per anni l’India ha accusato il Pakistan di appoggiare i militanti separatisti nel Kashmir. Il Pakistan nega le accuse a suo capo, asserendo che l’aiuto fornito è solo un sostegno politico alla popolazione musulmana repressa della regione himalayana. Islamabad  ha a lungo dichiarato che l’unico aiuto che ha fornito è stato quello morale e diplomatico al popolo del Kashmir nella sua lotta per l’autodeterminazione, sebbene ciò non abbia mai dissipato la convinzione dell’India di sostegno ai militanti.

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di Redazione

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