Argentina: aggredito rabbino capo, Israele chiede protezione

Pubblicato il 27 febbraio 2019 alle 12:57 in Argentina Israele

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Gabriel Davidovich, Rabbino capo dell’Associazione Mutualità Israelita Argentina (AMIA), ha ricevuto un brutale pestaggio nella sua casa di Buenos Aires nella notte tra domenica 24 e lunedì 25 febbraio. Un gruppo di estranei è entrato all’alba nell’appartamento in cui il rabbino vive con la moglie e lo ha colpito con violenza dopo averlo sottomesso e legato.

“Sappiamo che sei il rabbino dell’AMIA” – gli hanno urlato contro gli aggressori. Davidovich, 62 anni, è stato ricoverato in ospedale con nove costole rotte, problemi ai polmoni e viso sfigurato. L’aggressione ha fatto saltare tutti gli allarmi: la DAIA (Delegazione di Associazioni Israelite Argentine), il braccio politico della comunità ebraica nel paese latinoamericano, ha avvertito che si tratta di un attacco antisemita “che fa parte degli stessi sviluppi cui si assiste in questo momento in diversi paesi europei”. Una posizione ribadita dal presidente della DAIA, Jorge Knoblovits, all’uscita dall’ospedale dove si trova ricoverato Davidovich.

Il presidente argentino, Mauricio Macri, ha promesso il sostegno del suo governo “affinché si indaghi a fondo e si trovino i responsabili” dell’aggressione al rabbino.

Assurto al gran rabbinato nel 2013, Davidovich ha lavorato presso l’AMIA per garantire le leggi relative alle questioni religiose della comunità ebraica nel paese sudamericano. Da qui l’impatto politico dell’attacco. I suoi aggressori lo hanno trovato indifeso ed erano infuriati con lui, secondo quanto raccontato dal rabbino e dalla moglie, hanno rubato alcune cose, ma il loro obiettivo era di ferire il rabbino. In una dichiarazione, l’AMIA ha ripudiato l’attacco con durezza ed ha espresso il suo “disagio per le espressioni che i criminali hanno usato prima di attaccare il grande rabbino”. Le prove, conclude l’Associazione, indicano un’aggressione antisemita.

Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, insieme a diversi legislatori e leader ebraici, ha chiesto ufficialmente alle autorità argentine che vengano prese più misure per combattere l’aumento dell’antisemitismo, ed ha esteso il suo appello ai leader di tutto il mondo. “Diversi leader in Europa e in Sud America – ha detto Netanyahy – stanno fallendo nell’apprendere le lezioni del passato”.

Il Ministro dell’Istruzione e della Diaspora di Israele, Naftali Bennett, ha augurato a Davidovich e alla moglie una pronta guarigione e ha affermato che i leader mondiali non proteggono adeguatamente le comunità ebraiche dai crimini di odio.

Nel 1994 l’AMIA fu oggetto di un violento attentato. Il 18 luglio 1994 un furgone carico di tritolo esplose nel parcheggio seminterrato dell’edificio che allora ospitava gli uffici dell’Associazione Mutualità Israelita Argentina e della Delegazione delle associazioni israelite argentine. L’edificio crollò, provocando la morte di 85 persone e il ferimento di altre 200. Il Governo argentino dell’allora presidente Carlos Menem, in seguito alle indagini dell’Autorità Giudiziaria, affermò la probabile responsabilità del gruppo terroristico libanese di Hezbollah e dell’Iran. Successivamente la presidente Cristina Fernández de Kirchner negò le responsabilità iraniane e, dopo la misteriosa morte del magistrato Alberto Nisman, che seguiva il caso, è stata indagata assieme ad alcuni esponenti del suo governo per insabbiamento delle indagini.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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