Guaidó incita ad alzare la pressione e ad agire per deporre Maduro

Pubblicato il 26 febbraio 2019 alle 9:39 in America Latina Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Juan Guaidó ha rilasciato una dichiarazione tramite i suoi account su diversi social network al termine del vertice del Gruppo di Lima che ha avuto luogo a Bogotà lunedì 25 febbraio e cui ha preso parte come legittimo rappresentante del Venezuela per la prima volta. Nel messaggio Guaidó ha chiesto di passare a “livelli di azione e pressione” che vadano al di là della semplice espressione di preoccupazione per il deteriorarsi della democrazia venezuelana.

“Grazie a tutti i paesi del Gruppo di Lima per accompagnarci nel nostro sforzo per cercare di ottenere il ristabilimento la democrazia in Venezuela, la conquista della nostra libertà e la pace della regione – ha scritto Guaidó – Ringraziamo in maniera particolare la Colombia, il Brasile e Curaçao, popoli fratelli che in queste ultime ore si sono impegnati come mai prima a fianco della lotta per la libertà. Sappiano che possono contare su di noi in eterno per difendere la loro libertà e la loro democrazia”.

Guaidó ha affermato che Maduro è un pericolo per la stabilità della regione. “Il regime usurpatore minaccia la stabilità del continente – scrive ancora il presidente autoproclamato – è colpevole della crisi umanitaria che si manifesta in milioni di emigranti e rifugiati in tutta la regione ed ha dimostrato la sua connivenza con bande amate irregolari, con reti di narcotraffico e con il crimine organizzato. È passato da tempo il momento di manifestare preoccupazione per la nostra democrazia.

Il leader oppositore non ha esitato ad attribuire al governo di Maduro le morti avvenute alle frontiere nello scorso fine settimana ed ha sottolineato l’importanza delle diserzioni di militari venezuelani alle frontiere con Colombia e Brasile. “Coloro che hanno iniziato violando la Costituzione oggi uccidono civili e indigeni e festeggiano l’incendio di cibo e medicinali – continua Guaidó – gli scagnozzi del governo usurpatore non si pongono nessun problema a sparare sulla popolazione, civili armati minacciano con le armi deputati eletti con il voto popolare e uccidono gli indigeni che accompagnavano gli aiuti umanitari. Quando oltre 150 militari e funzionari delle forze di sicurezza in esercizio decidono di attraversare la frontiera per evitare di continuare a soffrire lo spionaggio e la manipolazione cui sono sottoposti per mantenere con il terrore la poca coesione che ancora rimane alla Forza Armata Nazionale Bolivariana, è il momento di agire”.

Guaidó ha accusato direttamente la vicepresidente Delcy Rodríguez di essere responsabile dell’escalation della tensione: “il giorno successivo al massacro che hanno compiuto contro il popolo, la numero due del regime usurpatore ha detto al mondo che quanto accaduto è appena un esempio di quanto sono disposti a fare per rimanere al potere”.

La dichiarazione del leader dell’opposizione si chiude con un accorato appello alla comunità internazionale: “In questo momento ci sono milioni di venezuelani in pericolo di vita. Sono presidente ad interim di un paese che sta morendo di fame ed è sequestrato da una banda di criminali. È il momento di andare oltre la preoccupazione e considerare altri livelli di pressione e azione. Milioni di venezuelani, vittime della peggior iperinflazione della storia della regione, e le cui vite per gli usurpatori non valgono nulla, non aspettano altro. Non aspettano altro da me, non aspettano altro da voi. Pertanto non diamo loro meno di quanto meritano. Andiamo avanti”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.