USA accusano Cuba per la repressione in Venezuela

Pubblicato il 25 febbraio 2019 alle 13:02 in Cuba USA e Canada Venezuela

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Il senatore repubblicano della Florida, Marco Rubio, di origini cubane, ha assicurato che gli Stati Uniti hanno intercettato trasmissioni audio dagli agenti cubani che sabato 23 febbraio avrebbero diretto la repressione in alcune zone di confine in Venezuela, per impedire l’ingresso degli aiuti umanitari inviati dagli Stati Uniti e da altri paesi americani.

“Stiamo ricevendo trasmissioni intercettate dagli agenti cubani presenti e dirigendo azioni repressive a Ureña” – ha scritto Rubio su Twitter. In altri tweet, il senatore, candidato alle primarie contro Donald Trump nel 2016 e poi divenuto ascoltato consigliere di Trump per l’America Latina, ha detto che gli agenti cubani erano vestiti come ufficiali della Guardia Nazionale Bolivariana e che stavano parlando tra loro delle fratture all’interno della Guardia Nazionale e dei gruppi di milizie cittadine sostenitori di Maduro. “Sanno che molti cercano l’opportunità di unirsi allo sforzo umanitario” – ha commentato Rubio.

La Guardia Nazionale Bolviariana ha represso con lacrimogeni e proiettili di gomma i venezuelani che sabato 23 febbraio stavano cercando di attraversare la frontiera con Colombia dalla città di confine di Ureña, nello stato di Táchira.

Il diplomatico cubano Carlos Fernández de Cossio ha dichiarato su Twitter di “respingere categoricamente le falsità pubblicate dal senatore statunitense Marco Rubio riguardo a Cuba. La sua determinazione a provocare uno scontro armato in Venezuela lo porta a lanciare apertamente accuse infamanti”.

Rubio e altri politici statunitensi hanno denunciato ripetutamente sin dall’inizio della crisi la presenza di agenti dei servizi segreti cubani in Venezuela. Nel suo discorso a Miami, il presidente Donald Trump ha detto che Maduro era “un uomo controllato dalle forze militari cubane e protetto da un esercito privato di soldati cubani. Maduro non è un patriota venezuelano, è un burattino cubano” – aveva affermato il presidente USA denunciando le “tirannie” di Cuba, Venezuela e Nicaragua come il principale problema del continente.

Questa settimana, il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha accusato gli Stati Uniti di preparare un intervento militare in Venezuela e ha sfidato il governo degli Stati Uniti a mostrare prove della presenza militare cubana in quel paese.

La crisi in Venezuela ha deteriorato ulteriormente le relazioni tra i governi di Washington e di L’Avana. In interviste durante una visita a Cúcuta, Colombia, per ispezionare gli aiuti umanitari inviati dagli Stati Uniti per i venezuelani, il senatore Rubio e il deputato Mario Díaz-Balart hanno affermato che il governo degli Stati Uniti stava preparando ulteriori sanzioni contro il governo di Cuba, per il sostegno offerto a Nicolás Maduro. “Il tempo per regali, doni, concessioni al regime di L’Avana e Caracas è finito” – ha dichiarato Díaz-Balart.

Sia Rubio che Díaz-Balart sono esponenti della comunità cubana della Florida, fortemente anti-castrista. Díaz-Balart è figlio dell’ex ministro di Batista Rafael Díaz-Balart, uno dei principali leader della comunità anticastrista cubano-americana di Miami, e nipote di Mirta Díaz-Balart, prima moglie di Fidel Castro.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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