Siria: 20 morti per mina dell’ISIS nella provincia di Hama

Pubblicato il 25 febbraio 2019 alle 12:09 in Medio Oriente Siria

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Almeno 20 persone sono morte a Salamieyh, nella provincia siriana centrale di Hama, quando il van sul quale viaggiavano è passato sopra ad una mina posizionata per strada dai militanti dell’ISIS. Le vittime, tutte agricoltori, stavano raggiungendo un’area per raccogliere tartufi del deserto. Si è trattata della seconda esplosione dall’8 febbraio a oggi avvenuta nella provincia di Hama per mezzo di una mina sotterrata dai terroristi.

Nonostante i militanti siano stati scalzati da tutti i territori che controllavano in precedenza in Siria e in Iraq, hanno lasciato innumerevoli trappole e mine in ampie aree che devono essere ancora bonificate. Al-Jazeera English riferisce che, ad oggi, circa 300 jihadisti sono asserragliati nel villaggio di Baghouz, ultima roccaforte dello Stato Islamico nel Paese mediorientale, dove le milizie delle Syrian Democratic Forces (SDF) stanno avanzando per liberarlo.

Nelle ultime settimane, migliaia di civili sono fuggiti da tale area. La loro presenza ha rallentato le operazioni delle SDF e, di conseguenza, anche la sconfitta dell’ISIS. Dal 20 febbraio a oggi sono state evacuate 5.000 persone tra uomini, donne e bambini. “Il numero dei foreign fighter e delle loro famiglie che stiamo trattenendo aumenta a dismisura”, ha riferito l’ufficiale curdo per gli Affari Esteri, Abdel Karim Omar, il quale ha specificato che le strutture a loro disposizione non sono in grado di detenere così tante persone.

Alla luce di ciò, i curdi siriano stanno chiedendo ripetutamente ai Paesi di origine di tali jihadisti di effettuare rimpatri per evitare che la situazione in Siria possa degenerare nuovamente. Tuttavia, la maggior parte di tali Stati si sta mostrando contraria al rimpatrio dei combattenti stranieri per motivi di sicurezza nazionale.

Nel frattempo, il 23 febbraio, gli Stati Uniti hanno annunciato che manterranno circa 400 truppe in due differenti aree della Siria. Il presidente Donald Trump, che il 19 gennaio aveva annunciato il ritiro di soldati americani dal Paese mediorientale, ha spiegato che, con la nuova decisione, gli USA non stanno “cambiando direzione di marcia” per quanto riguarda la sua strategia in Siria, e ha ribadito che si tratterà di una “piccolissima, minuscola” frazione delle forze statunitensi attualmente dispiegate nella regione, in modo che i jihadisti dello Stato Islamico si riorganizzino nuovamente per compiere nuove offensive.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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