Senegal: primo ministro annuncia vittoria di Macky Sall alle elezioni presidenziali

Pubblicato il 25 febbraio 2019 alle 14:46 in Africa Senegal

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In Senegal si sono aperte le votazioni per l’elezione del nuovo presidente, domenica 24 febbraio. È la prima volta che il Paese va alle urne dopo l’approvazione, nel 2016, di una legge che riduce da 7 a 5 anni la durata del mandato presidenziale.Circa 6,5 milioni di persone sono state registrate nei seggi elettorali, rimasti aperti fino alle 18:00. I risultati ufficiali saranno rilasciati entro venerdì. Se nessuno dei 5 candidati si assicurerà la maggioranza assoluta, un ballottaggio tra i primi due sarà previsto il 24 marzo.

Il primo ministro senegalese, Mohammed Dionne, e tutta la squadra presidenziale hanno dichiarato, lunedì 25 febbraio, che l’attuale presidente, Macky Sall, avrebbe vinto il primo turno di elezioni, ottenendo già il 57% dei voti. “Dobbiamo congratularci con il presidente per la sua rielezione al primo turno”, ha riferito Dionne ai giornalisti. L’opposizione, tuttavia, ha affermato che, in base agli exit poll, il ballottaggio avrebbe dovuto essere inevitabile. Ousmane Sonko e Idrissa Seck, i due principali rivali di Sall, hanno espresso il loro disappunto in una conferenza stampa, durante la quale hanno specificato che: “I risultati finora elaborati non permetteranno al presidente uscente di sopprimere la volontà del popolo”.

La commissione elettorale non ha ancora fatto alcuna dichiarazione. Si attende, dunque, la pubblicazione dei risultati ufficiali.

Macky Sall ha riscosso un generale successo nel Paese grazie al lancio di un ambizioso programma di riforme e grazie alla costruzione di nuove infrastrutture. Ciò ha aiutato la piccola economia esportatrice del Senegal ad espandersi di oltre il 6% nel 2018, uno dei tassi più alti nel continente africano. Durante la campagna elettorale, il presidente 57enne ha altresì promesso di fornire assistenza sanitaria universale e migliorare l’accesso all’istruzione.

Nonostante la crescita economica, Sall è stato criticato da diversi gruppi della società civile per aver limitato e messo a tacere le opposizioni. È stata denunciata l’esclusione dalla corsa elettorale, in seguito a presunte condanne per corruzione, di due candidati popolari: l’ex sindaco di Dakar, Khalifa Sall, e Karim Wade, figlio dell’ex presidente Abdoulaye, al potere dal 2000 al 2012. Inoltre, molti senegalesi ritengono i nuovi progetti infrastrutturali, come il treno ad alta velocità e le autostrade, inefficaci e inadatti ad aumentare il benessere generale dei cittadini, il cui reddito medio è inferiore a 200 dollari al mese e alcuni dei quali hanno gravi difficoltà di accesso a cibo e acqua potabile.

Il Senegal, Paese dell’Africa occidentale, dopo aver ottenuto l’indipendenza dalla Francia nel settembre del 1960, è riuscito a compiere una transizione democratica pacifica tanto che, ad oggi, viene considerato un modello di democrazia da tutta l’Africa. La sua stabilità ha fatto sì che la autorità di Dakar fossero in grado di organizzare missioni di peacekeeping nella Repubblica Democratica del Congo, in Liberia e in Kosovo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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