Venezuela: esercito uccide 2 cittadini al confine con il Brasile

Pubblicato il 23 febbraio 2019 alle 10:21 in America Latina Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I soldati venezuelani hanno aperto il fuoco, venerdì 22 febbraio, sui cittadini presso il confine con il Brasile, uccidendo 2 persone, mentre il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, tentava di bloccare alcuni aiuti internazionali e statunitensi che avrebbero dovuto entrare nella nazione.

Le violenze sono esplose, nella giornata di venerdì 22 febbraio, quando alcuni leader locali del Venezuela meridionale hanno tentato, a loro dire, di bloccare un convoglio militare che si dirigeva verso il confine con il Brasile, credendo che i soldati volessero sbarrare l’entrata ad alcuni aiuti internazionali per ordine di Maduro. Il convoglio è comunque riuscito a entrare nel villaggio di Kumarakapay, aprendo il fuoco davanti a sé per farsi largo, e uccidendo in questo modo una donna, Zoraida Rodriguez, e un’altra persona, e ferendo altre 15 persone; a riferirlo sono stati i leader della comunità locale, Richard Fernandez e Ricardo Delgado, e il bilancio è stato successivamente confermato da un altro funzionario del posto. “Mi sono parato davanti a loro per proteggere gli aiuti umanitari, e loro hanno avanzato verso di noi aprendo il fuoco. Hanno ucciso persone innocenti che erano nelle loro case, che lavoravano”, ha raccontato Fernandez.

Diosdado Cabello, uno degli uomini di spicco del Partito Socialista di Maduro, ha accusato i civili coinvolti nell’episodio di essere “gruppi violenti” istruiti dall’opposizione. Le forze dell’ordine governative del Paese hanno ucciso e imprigionato centinaia di cittadini dissidenti da quando le proteste contro Maduro sono diventate più insistenti, a gennaio.

Sempre venerdì, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha incontrato il ministro degli Esteri venezuelano, Jorge Arreaza, a New York, e lo ha esortato affinché le autorità del Venezuela non usino “forza letale contro i manifestanti”.

La doppia uccisione a carico dei soldati è avvenuta in concomitanza con il concerto volto a raccogliere fondi per il Paese, evento finanziato dal miliardario britannico Richard Branson con grandi pop star latinoamericane come Luis Fonsi e Maluma. Il concerto si è svolto nel villaggio di Cucuta, alla frontiera colombiana, dove gli Stati Uniti avevano accumulato aiuti umanitari da inviare a Caracas attraverso il confine durante il fine-settimana. Guaidó ha presenziato al concerto, a fianco al presidente di Bogotá, Ivan Duque, in un’aperta sfida a Maduro, in quanto la Corte Suprema, schierata dalla parte del governo attuale, gli aveva proibito viaggi internazionali in quanto l’uomo è indagato per presunto aiuto a Paesi esteri a interferire negli affari nazionali.

Maduro ha dichiarato ufficialmente chiuso il confine meridionale del Venezuela con il Brasile, e ha minacciato di fare altrettanto con la frontiera colombiana, in vista della scadenza, fissata dalle forze di opposizione per sabato 23 febbraio, come limite per far entrare aiuti umanitari nel Paese.

Secondo alcuni analisti politici, gli eventi di venerdì e sabato sono stati una prova atta a testare la fedeltà dell’esercito a Maduro, in un momento in cui invece Guaidó, riconosciuto come presidente ad interim dagli Stati Uniti e numerosi Paesi europei e latinoamericani, ha esortato le truppe a disobbedire al capo di Stato.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.