Venezuela: avvicinamento tra Guaidó e i dissidenti del chavismo

Pubblicato il 21 febbraio 2019 alle 6:30 in America Latina Venezuela

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I chavisti dissidenti stanno iniziando ad avvicinarsi al presidente autoproclamato Juan Guaidó. Un gruppo di ex ministri e leader politici in passato molto vicini al defunto presidente Hugo Chávez, fondatore del Partito Socialista Unificato del Venezuela e padre politico di Nicolás Maduro, con cui hanno collaborato almeno nella fase iniziale della sua presidenza, si è recato nei giorni scorsi presso il  Palazzo Legislativo federale di Caracas, sede dell’Assemblea nazionale, per colloqui con il leader oppositore che un mese fa ha prestato giuramento come presidente ad interim del Venezuela.

La Piattaforma dei cittadini in difesa della Costituzione, una delle espressioni più visibili del chavismo critico, ha anche proposto al presidente dell’Assemblea Nazionale le sue proposte alternative per realizzare una transizione politica. L’interesse a porre fine al governo di Maduro, confessano entrambe le parti, è lo stesso, ma i chavisti dissidenti sono riluttanti ad accettare l’eccessiva esposizione statunitense nell’attuale contesto politico venezuelano. 

A riunirsi con Guaidó sono stati politici molto noti del paese sudamericano: Héctor Navarro, ex ministro dell’istruzione e della formazione universitaria, uno dei membri più anziani del governo chavista; Rodrigo Cabezas, ex ministro delle finanze, membro della direzione nazionale del Partito socialista unito del Venezuela; Gustavo Márquez, ambasciatore in Colombia ed ex ministro del commercio estero; Ana Elisa Osorio, ex ministro dell’ambiente e Oly Millán, ex ministro per l’economia popolare. Il politologo e analista Nicmer Evans e l’accademico Edgardo Lander, un tempo sostenitori di Hugo Chávez, hanno partecipato all’incontro con Guaidó. Dall’esilio colombiano ha sostenuto alcune delle posizioni esposte dai chavisti dissidenti la ex procuratrice generale del paese, Luisa Ortega Díaz. Gli stessi esponenti della Piattaforma dei cittadini in difesa della Costituzione lamentano come Maduro si sia sempre rifiutato di riceverli.

Sebbene rifiutino di riconoscere formalmente l’investitura di Guaidó come Presidente del Venezuela, i politici che hanno partecipato alla riunione lo accettano come interlocutore legittimo e come presidente dell’Assemblea nazionale. Allo stesso tempo, ritengono che Nicolás Maduro “abbia sepolto” il progetto politico di Chávez e si considerano già “parte integrante dell’opposizione”, sebbene non necessariamente delle espressioni organizzative e politiche formali di questa.

Hector Navarro, uno dei portavoce del movimento chavista dissidente, ha affermato che Maduro “è un usurpatore della Costituzione”, aggiungendo che, se è vero che “Guaidó ha molto più legittimità di Maduro” questo dovrebbe ottenere il riconoscimento politico che desidera dal responso delle urne. “Nicolás Maduro sta governando fuori dal dettame della Costituzione sin dal 2016” – ha aggiunto Gustavo Márquez, attivista politico della sinistra venezuelana. “Lavoriamo per costringerlo a lasciare il potere, ma questo non può avvenire in qualunque modo” – ha spiegato, sottolineando come i chavisti dissidenti si oppongono completamente a un intervento militare internazionale. Márquez afferma che il percorso stabilito dall’opposizione tradizionale “è quello di Donald Trump e del Dipartimento di Stato” il che è inaccettabile per il chavismo dissidente.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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