Venezuela: allerta militare alle frontiere in vista dell’ingresso degli aiuti

Pubblicato il 21 febbraio 2019 alle 9:37 in America Latina Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo del Venezuela ha aumentato il livello di allerta alle frontiere con Colombia e Brasile, dopo aver chiuso la frontiera marittima e interrotto tutti i collegamenti navali con Aruba, Bonaire e Curaçao, le tre isole caraibiche dei Paesi Bassi, in vista dell’ingresso degli aiuti umanitari statunitensi, canadesi e di diversi paesi latinoamericani previsto per il prossimo 23 febbraio.

Le autorità hanno dato l’ordine di proteggere i confini. Le forze armate “rimarranno dispiegate” per “evitare qualsiasi violazione dell’integrità del loro territorio” – ha dicharato il ministro della Difesa Vladimir Padrino López.

Gli aiuti umanitari sono ad oggi il principale focolaio di tensione nella lotta tra Nicolás Maduro e Juan Guaidó per il controllo del Venezuela. Sabato 23 febbraio, l’Un mese dopo la sua proclamazione come presidente ad interim del paese contro il successore di Hugo Chávez, il presidente dell’Assemblea Nazionale proverà, con il supporto dei principali organi della comunità internazionale, a far entrare nel paese le spedizioni di medicinali e cibo inviate dagli Stati Uniti, dal Canada e da numerosi paesi latinoamericani tra cui Argentina, Brasile, Colombia e Perù. Il Partito Socialista Unito del Venezuela al governo considera gli aiuti un’interferenza esterna in piena regola e un pretesto per avviare un intervento militare a guida statunitense nel paese.

Il tentativo di introdurre gli aiuti in Venezuela è previsto principalmente attraverso il confine con la Colombia. E mentre venerdì 22 dal lato colombiano della frontiera, nei pressi del Ponte Internazionale di Tienditas, presso la città di Cúcuta,  si terrà, come annunciato mercoledì 20 febbraio, un grande concerto nominato Venezuela Live Aid, cui prenderanno parte numerose star della musica latinoamericana e spagnola, dall’altra parte del confine già si vede come il governo di Caracas stia bloccando l’ingresso nel Paese con enormi container, autocisterne e blocchi di cemento armato. Alle spalle di questa improvvisata barriera, lo spiegamento di sicurezza è stato aumentato negli ultimi giorni anche con l’invio di truppe delle forze speciali della polizia, accusate dall’opposizione di essere le principali responsabili della repressione durante gli scontri del 2014 e del 2017. 

L’ingresso degli aiuti attraverso la frontiera con la Colombia non è l’unica strada pianificata dai leader dell’opposizione. La consegna di pacchi di cibo e medicinali è previsto che avvenga anche attraverso il confine meridionale, con lo stato brasiliano di Roraima,  e marittimo, dall’isola di Curaçao, territorio autonomo dei Paesi Bassi che si trova a meno di 300 chilometri dalla costa venezuelana.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.