Tagikistan: forze cinesi nel Pamir

Pubblicato il 20 febbraio 2019 alle 9:48 in Cina Tajikistan

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Truppe cinesi nel Pamir tagiko. È quanto emerge da un’inchiesta del Washington Post, che ha rivelato come una base militare di Pechino si trovi nel paese centro-asiatico, 130 km a nord della frontiera cinese più vicina.

Per almeno tre anni – secondo la testata statunitense – le truppe cinesi hanno monitorato silenziosamente un passaggio tra le montagne del Pamir, un valico in Tagikistan poco oltre la frontiera occidentale della Repubblica Popolare Cinese che porta direttamente in Afghanistan, secondo quanto dimostrato da interviste, analisi di immagini e fotografie satellitari e osservazioni di prima mano del giornalista del Washington Post Gerry Shih. 

Tenuto nella più assoluta segretezza fino alle recenti rivelazioni, riportate dalla stampa russa e da quella di diversi paesi centroasiatici, l’avamposto di circa due dozzine di edifici e torri di avvistamento illustra come il potere militare cinese stia seguendo l’espansione economica del paese.

Il Tagikistan, beneficiario di importanti investimenti cinesi, si aggiunge dunque all’elenco dei siti militari della Repubblica Popolare all’estero, tra cui il più noto è la base a Gibuti, in un punto strategico del Corno d’Africa.

Anche se il dispiegamento cinese era destinato a essere un segreto, i soldati di Pechino sembrano essere stati assai poco attenti nel circolare liberamente nei pressi della città di Murghab, nell’ovest del Tagikistan, per fare i loro acquisti, ricaricare le schede SIM e trascorrere il tempo libero. Murghab è fuori mano rispetto ai tradizionali percorsi turistici o d’affari nel paese centro-asiatico, ma la città ha comunque un flusso costante di visitatori che la attraversano, soprattutto d’estate, essendo lo snodo dove s’incrociano la strada proveniente dal nord, da Osh, in Kirghizistan e quindi dalla capitale uzbeka Tashkent, e quella che taglia il Tagikistan da est a ovest, costeggiando la frontiera afghana e diretta proprio in Cina.

L’inchiesta del Post non rivela a quale scopo serva effettivamente l’installazione militare né quale unità delle forze armate cinesi vi operi. Gli analisti contattati dal quotidiano statunitense hanno ipotizzato che le truppe in Tagikistan “potrebbero essere unità paramilitari sotto il comando della cupola militare centrale ma tecnicamente distinte dall’Esercito Popolare di Liberazione” (l’esercito cinese n.d.a.).

Il governo di Dushanbe già lo scorso marzo era stato interrogato a riguardo da analisti indipendenti, che avevano segnalato la presenza di una base militare cinese. Allora le autorità tagike avevano specificato che non si tratta di un’installazione militare cinese ma di un centro congiunto di controllo e contrasto del terrorismo, in cui l’esercito di Pechino opera assieme a truppe tagike.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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