Cuba: USA stanno accerchiando militarmente il Venezuela

Pubblicato il 20 febbraio 2019 alle 6:30 in Cuba USA e Canada Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I recenti movimenti delle truppe statunitensi, riportati da fonti ufficiali e dai media locali, confermano che Washington si sta preparando a effettuare un accerchiamento militare della Repubblica Bolivariana del Venezuela con il pretesto di un presunto “intervento umanitario”. È quanto ha assicurato il governo di Cuba il 13 febbraio scorso, attraverso una dichiarazione del governo rivoluzionario, che invita a porre fine quanto prima “all’avventura militare imperialista”. Secondo il governo dell’Avana gli Stati Uniti intendono provocare “un pretesto umanitario per avviare un’aggressione militare contro il Venezuela” e hanno denunciato i voli militari USA nella regione dei Caraibi, registrati dai radar dell’isola, come parte dei preparativi.

L’Avana denuncia una “forte presenza navale” degli Stati Uniti presso la costa caraibica della Colombia. I tre punti del tridente americano – sempre secondo il governo cubano – sarebbero posizionati nei Caraibi, in Colombia e in Brasile. Non è un caso che l’ammiraglio Craig Faller, capo del Southern Command, abbia visitato Bogotà, Brasilia e Curacao nelle ultime settimane, sotto la copertura – continua la denuncia cubana – della presunta organizzazione della consegna di “aiuti umanitari” al Venezuela.

Con l’autorizzazione dei Paesi Bassi, gli Stati Uniti hanno organizzato un centro di distribuzione di aiuti umanitari per il Venezuela sull’isola di Curaçao, a pochi chilometri dalle coste venezuelane. La mobilitazione militare, tuttavia, è molto più ampia nella regione caraibica. Nella dichiarazione del governo cubano, viene spiegato come tra il 6 e il 10 febbraio 2019, voli militari per il trasporto aereo siano stati effettuati verso l’aeroporto Rafael Miranda di Porto Rico, la base aerea di San Isidro, nella Repubblica Dominicana e verso  altre isole dei Caraibi situate in posizione strategica. A conferma delle sue teorie, il governo cubano cita l’annuncio che la Marina degli Stati Uniti ha schierato un Aircraft Carrier Attack Group (CSG) nell’Oceano Atlantico e al largo delle coste della Florida. La flotta è composta dalla portaerei USS Abrahm Lincoln (CVN-72), da un incrociatore missilistico e da quattro cacciatorpedinieri, nonché da una fregata della Marina spagnola, la ESPS Méndez Núñez, invitata a partecipare alle manovre dell’alleato.

Cuba denuncia inoltre che il ponte aereo tra la Florida e la città di Cúcuta, alla frontiera tra Colombia e Veneuzela, utilizzato per distribuire gli aiuti umanitari, potrebbe essere facilmente convertito in una rotta utilizzata per il trasporto di truppe, si tratti o meno dei 5.500 soldati di cui parlava la nota del consigliere alla Sicurezza Nazionale John Bolton.

Decisivo, secondo i cubani, sarà il ruolo del Brasile di Jair Bolsonaro. Il presidente brasiliano e alcuni esponenti del suo governo non nascondono l’avversione nei confronti di Maduro e la comunità d’idee con Washington, tuttavia l’esercito, che già ha bloccato l’idea di una base USA nel paese, è contrario ad avventure militari in Venezuela e Brasilia, con gli altri componenti del Gruppo di Lima, ha respinto l’idea di intervenire militarmente nel corso del vertice di Ottawa lo scorso 3 febbraio. Nello stato di Roraima, alla frontiera con il Venezuela, è stato creato un punto di raccolta per gli aiuti umanitari e un centro logistico statunitense.

“Qualunque sia l’obiettivo della mobilitazione militare ordinata dalla Casa Bianca – conclude il governo cubano – dai preparativi per un’aggressione diretta a un’altra misura di pressione psicologica contro le sue legittime autorità  ciò che è innegabile in questo momento è che gli Stati Uniti muovano le proprie carte nel regione per circondare il Venezuela”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.