Arabia Saudita – India: firmati 5 accordi di cooperazione commerciale

Pubblicato il 20 febbraio 2019 alle 17:00 in Arabia Saudita India

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L’Arabia Saudita e l’India hanno firmato una serie di accordi di cooperazione nei settori del commercio, delle abitazioni e degli investimenti, durante la visita programmata del principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, nel Paese asiatico.

Secondo la dichiarazione di Bader Al Asaker, il capo dell’ufficio privato del principe Salman, sono stati firmati 5 accordi bilaterali.

Il principe saudita e il primo ministro indiano, Narendra Modi, hanno tenuto una conferenza stampa a Nuova Delhi mercoledì 20 febbraio 2019, a seguito della firma di tali accordi. Salman ha affermato di aspettarsi delle opportunità di investimento in India che superino i 100 miliardi di dollari, aggiungendo che l’Arabia Saudita è pronta per un cooperazione politica e di intelligence con il Paese. Per il rappresentante saudita, esistono  “innumerevoli opportunità tra i due Paesi”, così come i benefici reciproci.

Da parte sua, Modi ha rivelato alla stampa di aver concordato con l’Arabia Saudita di rafforzare la cooperazione in materia di lotta al terrorismo, navale e la sicurezza informatica. Al benvenuto cerimoniale nella palazzo presidenziale, il principe ereditario ha risposto alle domande dei giornalisti asserendo che la relazione amichevole tra l’India e la penisola arabica è nel DNA del suo Paese.

Durante l’incontro tra i due leader è stato toccato il tema della sicurezza. Secondo le parole del principe Salman, il terrorismo è una preoccupazione comune per i due Paesi e l’Arabia Saudita è pronta a condividere i suoi servizi di intelligence per affrontarlo.

L’India sta affrontando un momento di particolare tensione con il Pakistan a causa di un attentato  del gruppo militante islamista pakistano Jaish-e-Mohammad (JeM) avvenuto il 14 febbraio, dove 44 paramilitari indiani hanno perso la vita, nella contesa regione del Kashmir. Modi, sotto pressione per le elezioni nazionali imminenti, ha dichiarato che l’India darà una risposta adeguata al torto subito, per sottolineare che il Pakistan non può destabilizzare il Paese vicino. 

Per anni l’India ha accusato il Pakistan di appoggiare i militanti separatisti nel Kashmir. Il Pakistan nega le accuse a suo capo, asserendo che l’aiuto fornito è solo un sostegno politico alla popolazione musulmana repressa della regione himalayana. Islamabad  ha a lungo dichiarato che l’unico aiuto che ha fornito è stato quello morale e diplomatico al popolo del Kashmir nella sua lotta per l’autodeterminazione, sebbene ciò non abbia mai dissipato la convinzione dell’India di sostegno ai militanti. Il nuovo primo ministro ha asserito che il Paese a maggioranza islamica è ormai cambiato ed è “desideroso di stabilità” e ha dunque proposto una collaborazione tra i due Stati vicini.

Il principe ereditario, durante la sua visita di due giorni ad Islamabad, ha firmato anche con il  Pakistan 7 memorandum d’intesa dal valore totale di 20 miliardi di dollari.  Gli accordi comprendono vari settori, compresi quello del petrolio, dell’estrazione e dell’energia. Uno dei 7 accordi, il più importante a livello economico, riguarda la costruzione di una raffineria di petrolio a Gwadar, nella provincia del Belucistan in Pakistan, dal valore di 10 miliardi di dollari. Il suo tour della regione, il primo dopo la tempesta mediatica riguardante l’omicidio di Khashoggi, riguarderà anche la Malesia, la Cina e l’Indonesia.

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di Redazione

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