Italia-Venezuela: Salvini incontra rappresentanti di Guaidó

Pubblicato il 12 febbraio 2019 alle 7:01 in Italia Venezuela

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Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ricevuto lunedì 11 febbraio al Viminale una delegazione venezuelana inviata a Roma da Juan Guaidó, presidente dell’Assemblea Nazionale di Caracas autoproclamatosi presidente ad interim del paese lo scorso 23 gennaio. La delegazione inviata da Guaidó è stata ricevuta anche alla Farnesina dal ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi.

La delegazione ha presentato a Salvini e Moavero una lettera aperta del presidente dell’Assemblea Nazionale all’Italia.

“Il Venezuela e l’Italia hanno profonde radici comuni. I venezuelani sentono gli italiani come fratelli, da sempre – scrive Guaidó – Oltre due milioni di venezuelani portano orgogliosamente cognomi italiani. Una comunità numerosa che guarda all’Italia come un punto di riferimento. Molti di noi sono anche cittadini italiani. 

In questi anni, il regime dittatoriale e violento di Maduro ha portato il Paese ad una crisi economica e democratica senza precedenti. Non abbiamo cibo per sfamare i più poveri, gli anziani, le donne e bambini. Non abbiamo medicine per curare i nostri malati, la nostra moneta perde valore, di giorno in giorno. Stiamo vivendo una catastrofe umanitaria senza precedenti, a causa di un governo illegittimo e non riconosciuto dalla comunità internazionale. Tutta la comunità italiana in Venezuela è vittima della dittatura, ed è vittima tanto quanto i venezuelani del flagello della fame e della mancanza di medicine.

Per questa ragione, milioni di venezuelani scendono nelle piazze a manifestare pacificamente da diversi mesi. Una protesta democratica e non violenta per chiedere libere elezioni. Per chiedere lo sblocco degli aiuti umanitari, fermi alle nostre frontiere per volontà di Maduro e del suo esercito. Sono fiero di quello che sta facendo il popolo venezuelano, unito e determinato nel voler cambiare, in modo non violento, il proprio destino e tornare ad essere una democrazia. 59 Paesi nel mondo e il Parlamento europeo hanno riconosciuto l’Assemblea Nazionale e quindi la mia persona quale Presidente provvisorio del Paese, con il preciso e limitato compito di portare il Venezuela, al più presto, a libere e democratiche elezioni.

L’Italia è uno dei pochi Paesi che non ha ancora riconosciuto questo percorso. Con profondo sconcerto non comprendiamo le ragioni della posizione politica italiana. Non capiamo perché il Paese europeo, a noi più vicino, non prenda una posizione chiara e netta contro il dittatore Maduro e non chieda, con forza, libere elezioni, sotto l’egida della comunità internazionale, e lo sblocco degli aiuti umanitari.Sono sicuro che il popolo italiano è dalla nostra parte, dalla parte della democrazia, della libertà e della giustizia.

Abbiamo bisogno del sostegno italiano, abbiamo bisogno di una comunità internazionale coesa per costringere Maduro a fare un passo indietro, rispettare la nostra Costituzione e far sì che, in qualità di Presidente provvisorio, possa indire nuove elezioni”.

Nel corso degli incontri la delegazione ha illustrato al titolare del Viminale e a quello della Farnesina il piano di Guaidó per ripristinare la democrazia nl paese sudamericano tramite elezioni presidenziali da convocare non appena possibile.

Nei giorni scorsi Guaidó aveva inviato una lettera a Salvini, chiedendo un incontro durante il quale la delegazione di legislatori venezuelani ed esponenti della comunità italiana in Venezuela avrebbero esposto al vicepremier la situazione nel paese e il piano per restaurare la democrazia.

La lettera con la richiesta di colloqui al governo italiano era stata inviata il 6 febbraio scorso, due giorni dopo il rifiuto italiano di riconoscere Guaidó come presidente, passo compiuto da numerosi paesi europei lunedì 4 febbraio. Lo stesso 4 febbraio, marcando non conformità con la posizione assunta dal governo italiano, Salvini aveva ricevuto una delegazione della comunità italiana in Venezuela e definito Maduro “un tiranno comunista”.

Nella lettera indirizzata al capo del Ministero degli Affari Interni, Guaidò lo ringraziava per la costante attenzione alla situazione in Venezuela e lo invitava durante l’incontro con la delegazione a discutere “un piano d’azione per ripristinare la democrazia in Venezuela attraverso la convocazione di elezioni libere e trasparenti e la risoluzione dell’attuale crisi umanitaria che affligge tutti i venezuelani e tra questi i più di 100.000 italiani che vivono nel paese”.

I membri della delegazione venezuelana presente a Roma sono Francisco Sucre, presidente della commissione per gli affari esteri dell’Assemblea Nazionale, l’italo-venezuelano Rodrigo Diamanti, rappresentante in Europa per gli aiuti umanitari, il deputato Gabriel Gallo, anch’egli di origini italiane, e l’ex sindaco di Caracas Antonio Lédezma, uno dei principali leader dell’opposizione a Maduro, in carcere per ragioni politiche dal 2014 al 2017.

Guaidó avava inviato una lettera analoga anche all’altro vicepremier Luigi Di Maio.

“Devo incontrarmi oggi con una delegazione del parlamento venezuelano che è l’unico organismo legittimamente in carica dato che il presunto presidente) Maduro non è presidente secondo la comunità internazionale” – aveva dichiarato Salvini in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati prima di ricevere la delegazione Venezuelana. Dopo l’incontro il Viminale ha emesso una nota in cui si comunica che Salvini e Guaidó hanno parlato per telefono, una telefonata che il Ministero dell’Interno definisce “cordiale”.

La delegazione venezuelana è stata ricevuta anche in Vaticano. Al Papa si era rivolto Nicolás Maduro nei giorni scorsi per chiedere una mediazione.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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