Bangladesh: nuovi profughi buddhisti dal Myanmar a seguito delle ultime violenze

Pubblicato il 6 febbraio 2019 alle 18:25 in Bangladesh Myanmar

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Il Bangladesh ha protestato per un nuovo afflusso di rifugiati in fuga dallo Stato tormentato di Rakhine del Myanmar dopo gli scontri tra le forze di sicurezza e un gruppo ribelle. La notizia è stata riportata da un funzionario bengalese, mercoledì 6 febbraio.

Il Ministero degli Esteri a Dacca ha convocato, martedì 5 febbraio, l’ambasciatore birmano per protestare contro l’ondata di profughi da Rakhine, già al centro dell’attenzione per la repressione contro la minoranza musulmana Rohingya che ha provocato un esodo di più di 700.000 persone nel Bangladesh.

Il funzionario del Ministero degli Esteri, in condizioni di anonimità, ha rivelato a Afp che nuove migrazioni provengono dalla popolazione buddhista nello Stato di Rakhine e da altri gruppi tribali, senza però fornire una cifra. Il numero, a quanto riporta la fonte, è in aumento. La moltitudine di persone al confine tra i due Stati ha preoccupato il governo di Dacca tanto da chiedere al Myanmar di adottare misure efficaci e urgenti per porre fine alle violenze nella regione. Un funzionario della guardia di confine bengalese ha rivelato che i profughi si sono incontrati in una remota zona collinare del distretto di Bandarban nel sud-est del Paese.

Il Bangladesh si sta già impegnando per far fronte ai 740.000 musulmani Rohingya che sono giunti nel Paese dopo agosto 2017, da aggiungere ad altri 300.000 che erano fuggiti dalle precedenti violenze in Myanmar. Ora, la maggioranza etnica di Rakhine, buddista, è in conflitto con l’esercito che ha aiutato nel cacciare i Rohingya appena 18 mesi fa.

Il 4 gennaio, l’Esercito dell’Arakan (Arakan Army), un gruppo militante che chiede al governo centrale una maggiore autonomia per Rakhine, ha ucciso 13 persone in incursioni alle postazioni di frontiera della polizia nazionale. Secondo l’esercito, 13 militanti sono stati uccisi in attacchi di rappresaglia. Un portavoce dell’organizzazione, in esilio dal Myanmar, ha detto a Reuters che il gruppo ha attaccato le forze di sicurezza in risposta a una vasta offensiva militare nel nord del Rakhine che ha colpito anche i civili.  La presidente del Myanmar, in una riunione tra ufficiali di alto rango a fine gennaio, ha esortato i militari a “schiacciare” i ribelli dell’Esercito Arakan. Tuttavia, le agenzie di monitoraggio delle Nazioni Unite affermano che almeno 5.200 persone sono state sfollate a causa delle violenze. Un accurato numero di morti è stato impossibile da accertare perché la zona si trova sotto un blocco quasi totale.  In più, il governo birmano ha temporaneamente fermato i programmi di aiuto in 5 distretti dello Stato di Rakhine, impedendo alle organizzazioni internazionali di sostenere la popolazione tramite servizi essenziali.

Gli ultimi episodi di violenza hanno aggiunto una nuova, complessa dimensione ai problemi in Rakhine, che dal 2012 hanno visto rivolte religiose e comunali, l’esodo di massa della minoranza musulmana e uccisioni in tutti i gruppi etnici presenti sul territorio. L’ONU, nel frattempo, si sta preparando a lanciare un nuovo appello internazionale per quasi un miliardo di dollari per accudire i Rohingya.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

di Redazione

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