L’Europa riconosce Guaidó, appello all’Italia: faccia la cosa giusta

Pubblicato il 5 febbraio 2019 alle 6:03 in Europa Venezuela

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Numerosi paesi europei hanno riconosciuto Juan Guaidó come legittimo Presidente del Venezuela nel corso della giornata di lunedì 4 febbraio, allo scadere dell’ultimatum che gli stessi paesi UE avevano inviato a Nicolás Maduro affinché convocasse elezioni presidenziali.

Fatta eccezione per la Danimarca, che aveva riconosciuto il leader oppositore il 24 gennaio, il primo paese a riconoscere Guaidó allo scadere dell’ultimatum è stata la Francia. “Riteniamo che, al giorno d’oggi, il presidente dell’Assemblea Nazionale Juan Guaidó, la cui legittimità è perfettamente riconosciuta, è nelle condizioni di convocare elezioni presidenziali” – ha comunicato il ministro degli Esteri di Parigi, Jean-Yves Le Drian. Il comunicato è stato seguito da un tweet del presidente Macron a sostegno del leader dell’opposizione anti-chavista venezuelana.

Pochi minuti dopo la Francia, è arrivato il riconoscimento della Svezia, per bocca del capo della diplomazia Margot Wallström, intervenuta alla televisione pubblica STV, e della Lettonia, il cui ministro Rinkevics ha chiesto elezioni “libere, giuste e democratiche” in Venezuela. 

Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha parlato in conferenza stampa alle 10:00, chiedendo a Guaidó, riconosciuto presidente ad interim del Venezuela, di convocare elezioni libere “nel più breve lasso di tempo possibile”. La dichiarazione di Sánchez è stata seguita dalla risposta di Nicolás Maduro, che ha definito il capo del governo spagnolo “un commediante, non eletto da nessuno”. “È come se io obbligassi la UE a riconoscere la Repubblica di Catalogna – ha affermato il Presidente venezuelano, che considera Sánchez il principale responsabile dell’ultimatum, al quotidiano spagnolo El Mundo – mi auguro che Sánchez non si macchi le mani di sangue”. Maduro ha inoltre affermato di aver scritto a Papa Francesco per aiutarlo a risolvere la crisi. “Ho inviato una lettera al Papa Francisco, spero che stia arrivando già a Roma, in Vaticano, dicendo che sto servendo la causa di Cristo. E con questo spirito che chiesto aiuto in un processo di facilitazione e di rafforzare il dialogo” – ha detto Maduro, parlando al canale televisivo SkyTG24.

Il Regno Unito, le cui dichiarazioni a favore di Guaidó si sono susseguite sin dall’inizio della crisi, ha ufficialmente riconosciuto il leader oppositore, ha comunicato il ministro degli Esteri Jeremy Hunt. Dopo Londra è stata Vienna, per bocca del cancelliere Kurz, a riconoscere Guaidó come legittimo presidente del Venezuela. 

Intorno a mezzogiorno è giunto il riconoscimento della Lituania, seguita da Berlino. La cancelliera Angela Merkel si è detta fiduciosa che Guaidó, presidente “legittimo ad interim”, possa avviare quanto prima un “processo elettorale pulito”. Poco dopo la Germania è stata l’Olanda a riconoscere Guaidó. Il ministro degli Esteri Blok ha auspicato che “la libertà e la democrazia siano presto di ritorno in Venezuela”. 

Il Portogallo, che nel 2017 era stato accusato di aver ritardato le sanzioni UE contro Caracas, ha riconosciuto Guaidó poco dopo mezzogiorno. A Lisbona si è tenuta una conferenza stampa del ministro degli Esteri Augusto Santos Silva. Poco dopo Lisbona è stato il governo di Varsavia a unirsi al riconoscimento europeo di Guaidó.

Nel pomeriggio, a Bruxelles è fallito un tentativo di arrivare a una dichiarazione congiunta dei 28, per l’opposizione dell’Italia, che secondo fonti del Ministero degli Esteri spagnolo è stato l’unico paese, con la Grecia, a opporsi alla dichiarazione congiunta. Dopo il fallimento della trattativa di Bruxelles, il Lussemburgo e la Finlandia hanno proceduto a riconoscere Guaidó autonomamente. In serata anche Belgio, Ungheria, Estonia, Croazia e Repubblica ceca hanno riconosciuto il leader oppositore. In totale sono 19 i paesi UE che hanno riconosciuto Guaidó.

Sulla posizione dell’Italia e della Grecia si è schierata l’Irlanda, che non si era opposta alla dichiarazione congiunta, chiede nuove elezioni presidenziali, ma senza riconoscere Guaidó. Si sono rifiutati di riconoscere il leader dell’Assemblea Nazionale come presidente del paese anche  Romania, Malta, Bulgaria, Slovacchia e Cipro. 

Fuori dall’Unione, la Norvegia ha deciso di non riconoscere Guaidó. “La Norvegia per tradizione riconosce gli stati e non i governi” – ha reso noto il governo di Oslo. Al contrario l’Ucraina e la Macedonia si sono unite al riconoscimento del presidente dell’Assemblea Nazionale come guida legittima del governo di Caracas.

Nel corso della giornata è giunto all’Italia il rinnovato appello di Guaidó a “fare la cosa giusta”. “Ascoltate la voce dei vostri connazionali che vivono qui – ha affermato il leader oppositore venezuelano in un’intervista al Corriere della Sera – riconoscete la svolta, non c’è più tempo, tutte le vie di dialogo si sono esaurite”. Secondo il leader oppositore Maduro non è un interlocutore credibile, come dimostra il fallimento di tutti i tentativi di dialogo precedenti. La stampa latinoamericana sottolinea come la decisione di Roma di non riconoscere Guaidó sia giunta nonostante l’appello del presidente Mattarella che chiedeva “responsabilità” e che aveva affermato: “Non ci può essere incertezza né esitazione: la scelta tra la volontà popolare e richiesta di autentica democrazia da un lato e dall’altro la violenza della forza”

Parlando di “vie di dialogo”, Guaidó ha fatto riferimento alla conferenza che si terrà giovedì 7 febbraio a Montevideo, su iniziativa di Messico, Uruguay e Unione europea. La conferenza di Montevideo, copresieduta da Uruguay e UE, è stata annunciata da Federica Mogherini, che ha reso noto che i paesi che si sono detti disposti a lavorare al gruppo di contatto sono Spagna, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Portogallo, Paesi Bassi, Svezia e cinque latinoamericani: Messico, Uruguay, Costa Rica, Ecuador e Bolivia. Altri paesi potrebbero unirsi prima di giovedì.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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