Turchia: Paesi a favore di Guaidó alimentano crisi in Venezuela

Pubblicato il 3 febbraio 2019 alle 15:55 in Turchia Venezuela

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Il Ministro degli Esteri turco ha affermato che i Paesi che hanno riconosciuto il presidente autoproclamatosi ad interim in Venezuela, Juan Guaidó, stanno alimentando la crisi nel Paese e stanno “punendo” milioni di cittadini venezuelani.

Domenica 3 gennaio, il Ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha affermato che i Paesi che stanno appoggiando Guaidó avrebbero piuttosto dovuto impegnarsi a mediare i negoziati e spingere per un dialogo volto a risolvere la crisi venezuelana. “Ma è così che hanno affrontato le cose? No. Al contrario, l’evento è stato alimentato dall’esterno. Il popolo venezuelano sta venendo punito da un simile approccio”, ha continuato Cavusoglu, parlando ai giornalisti presenti a Istanbul. Il ministro ha poi aggiunto che Ankara ha cercato di avviare delle trattative sul Venezuela già nel 2018 volendo mediare tra Washington e i Paesi latinoamericani, mentre invece, ad oggi, nessuno degli Stati che stanno prendendo posizione o che si sono già schierati sulla questione ha cercato prima di mediare attraverso il dialogo tra le parti.

La Turchia ha appoggiato il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, al contrario dei Paesi alleati in seno alla NATO, in primis Canada e Stati Uniti, e di numerosi Paesi latinoamericani, i quali hanno riconosciuto Guaidó come presidente ad interim. Il capo di Stato turco, Tayyip Erdogan, il quale ha rafforzato i legami bilaterali con Caracas tanto a livello politico quanto a livello economico, ha esortato Maduro, a gennaio 2019, a resistere saldamente contro le dinamiche attuali, da lui descritte come “derive antidemocratiche”.

I contrasti e punti di vista divergenti sulla questione venezuelana  rischiano di diventare l’ennesima causa di frizioni tra Ankara e Washington, che hanno opinioni differenti anche per quanto riguarda la situazione in Siria, le sanzioni su Teheran, e il progetto turco di comprare un sistema missilistico difensivo dalla Russia.

Venerdì 1 febbraio, Marshall Billingslea, sottosegretario statunitense per il Terrorismo alla Tesoreria, ha partecipato a una riunione con alcuni funzionari turchi in merito alle sanzioni imposte dagli USA sull’Iran e sul Venezuela. In seguito, un alto ufficiale americano ha affermato che Washington starebbe seguendo le attività commerciali di Ankara con Caracas e sarebbe pronta a passare all’azione “qualora si prenda atto di violazioni delle nostre sanzioni”. Gli ufficiali turchi, dal canto loro, sostengono che i commerci di Ankara si verifichino in totale conformità con le leggi del diritto internazionale.

Durante il discorso pronunciato da Cavusoglu nella giornata di domenica, il ministro turco ha colto l’occasione anche per criticare quella che, a suo dire, è una “risposta internazionale debole” in merito all’uccisione del giornalista Jamal Khashoggi presso il consolato saudita di Istanbul, avvenuta il 2 ottobre 2018. In tal proposito, Cavusoglu ha affermato: “Recentemente i Paesi occidentali, che come sapete sono molto sensibili riguardo ai diritti umani, e cercano di fare la morale a tutti, sono silenziosi”, alludendo al fatto che alcuni Stati sembrano più interessati a proteggere le loro relazioni commerciali (“stanno invece facendo affari e vendendo armi”) con Riad che ad andare a fondo dell’omicidio.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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