Venezuela: generale incita forze armate a ribellarsi a Maduro

Pubblicato il 2 febbraio 2019 alle 17:57 in America Latina Venezuela

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Mentre le tensioni si acuiscono a livello nazionale e internazionale, uno dei più importanti generali venezuelani ha esortato i membri delle forze armate a ribellarsi contro il presidente Nicolas Maduro e a riconoscere ufficialmente il leader dell’opposizione, Juan Guaidó, come presidente ad interim del Paese.

In un video diffuso su Twitter nella giornata di sabato 2 febbraio, il generale Francisco Yanez, dell’alto commando delle Forze Aeree venezuelane, ha affermato che la maggior parte delle unità delle forze armate hanno già rigettato l’autorità di Maduro, il quale si dice vittima di un golpe architettato dagli Stati Uniti. “Cittadini venezuelani, il 90% delle forze armate del Paese non sta con il dittatore, ma sta dalla parte del popolo del Venezuela”, ha enunciato Yanez nel video. “Visti gli accadimenti delle ultime ore, la transizione verso la democrazia è già imminente”, ha continuato. Yanez, secondo quanto è scritto nel sito web delle forze aeree, è a capo dei piani strategici dell’aviazione. Quest’ultima, da parte sua, ha pubblicato un tweet sul suo account ufficiale in cui l’alto commando accusa il generale di tradimento. Yanez è il primo generale venezuelano in carica a riconoscere l’autorità di Guaidó da quando egli si è autoproclamato presidente del Paese, il 23 gennaio.

Il video in questione è stato diffuso su internet in un momento in cui i sostenitori dell’opposizione si stanno organizzando per dare il via a una protesta nazionale nel tentativo di mantenere alta la pressione su Maduro, dopo che Washington ha riconosciuto Guaidó come presidente legittimo e ha varato sanzioni potenzialmente molto pericolose che rischiano di indeboliranno ulteriormente l’industria petrolifera della nazione membro dell’OPEC. I critici di Maduro si augurano che tale mossa protesta incoraggiare simili manifestazioni anche all’interno dei Paesi dell’Unione Europea, che non ha ancora fatto fronte coeso sulla questione, in particolare, l’Italia. “Invieremo un messaggio molto chiaro a tutte le municipalità del Venezuela e in ogni città nel mondo, stiamo per dare una dimostrazione di forza in maniera pacifica e organizzata”, ha twittato Guaidó, nella giornata di sabato 2 febbraio.

Da agenda, Maduro, sabato 2 febbraio, commemorerà il 20 anniversario della prima inaugurazione dell’ex leader socialista Hugo Chavez al ruolo di presidente, nel 1999.

Il 23 gennaio, dopo la dichiarazione di supporto a Guaidó da parte di Washington, Maduro aveva tagliato le relazioni diplomatiche con gli USA e ha concesso ai diplomatici statunitensi 72 ore di tempo per lasciare il Paese. Gli USA, il Canada e la maggior parte delle nazioni dell’America Latina, come anche la maggioranza dei Paesi europei, reputano fraudolento il secondo mandato presidenziale vinto da Maduro in Venezuela. Maduro gode però della fedeltà dell’esercito nazionale, come anche del sostegno di Ankara e del presidente turco, Tayyip Erdogan. Guaidó, dal canto suo, dopo la riunione in seno al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha inviato una lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, chiedendo l’aiuto dell’organismo sovranazionale per far fronte ai problemi di carestia, fame, violenza e penuria di medicine nel suo Paese. In precedenza, il governo di  Maduro aveva rifiutato tali aiuti umanitari, rinnegando l’esistenza di una situazione di crisi nello Stato, e incolpando le sanzioni vigenti sul Venezuela come causa dei problemi economici nazionali.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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