Guaidó: Italia si affretti a riconoscere il cambiamento

Pubblicato il 1 febbraio 2019 alle 13:36 in Italia Venezuela

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“Ci aspettiamo molto dall’Italia e siamo sicuri che sceglierà di stare dalla parte di chi vuole il cambiamento”, ha dichiarato Juan Guaidó, autoproclamatosi presidente ad interim del Venezuela lo scorso 23 gennaio, in  un’intervista al Tg2 lanciando un appello all’Italia affinché riconosca il cambiamento.

Di Maio, tuttavia, ha difeso la decisione del suo governo di non riconoscere Juan Guaidó come presidente del Venezuela perché non è stato eletto dal popolo.

“Il cambiamento è deciso dai cittadini venezuelani. Siamo parte della democrazia e quindi abbiamo bisogno di creare tutti i presupposti per favorire nuove elezioni”, ha dichiarato Di Maio commentando l’astensione degli eurodeputati durante la votazione al Parlamento Europeo.

Di Maio ha poi spiegato che il suo governo non riconosce nemmeno Maduro e che l’unica cosa che appoggia sono “elezioni democratiche che stabiliscano chi è alla guida del Venezuela”.

Il leader del M5S ha poi proseguito affermando che in passato sono già stati commessi degli errori con “gli interventi degli Stati occidentali in altri Stati”.

“Il nostro interesse primario è quello di evitare una guerra in Venezuela. Evitare che venga commesso lo stesso errore commesso in Libia e ormai riconosciuto da tutti. Dobbiamo evitare che la stessa cosa accada in Venezuela”, ha aggiunto.

Anche il sottosegretario agli Affari Esteri Manlio Di Stefano aveva fatto nella giornata di ieri lo stesso esempio dell’intervento in Libia.

“Consiglio al sottosegretario Di Stefano di informarsi meglio. In Venezuela oggi non c’è il rischio di una seconda Libia,  perché il 90% dei venezuelani vuole il cambiamento”, ha affermato Guaidó alla Rai in risposta alle dichiarazioni di Di Stefano a Tg2000, lanciando un appello all’Italia affinché faccia la cosa giusta perché  “in Venezuela i giorni si contano in vite umane, in persone assassinate dal regime, uccise dalla fame o lungo il viaggio a piedi fino in Ecuador. 70 giovani sono stati assassinati soltanto questa settimana”.

“L’Italia continua a sostenere un’azione diplomatica di mediazione con altri stati per arrivare a un processo che porti a libere elezioni senza ultimatum”, ha concluso Di Maio.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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