Venezuela: l’Italia non riconosce Guaidó, strappo con USA e UE

Pubblicato il 31 gennaio 2019 alle 21:37 in Italia Venezuela

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L’Italia non riconosce Guaidó come Presidente del Venezuela. Ad annunciarlo il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano. “Siamo totalmente contrari al fatto che un Paese o un insieme di Paesi terzi possano determinare le politiche interne di un altro Paese. Si chiama principio di non ingerenza ed è riconosciuto dalle Nazioni Unite” – ha affermato il sottosegretario Di Stefano, esponente del Movimento 5 Stelle. Il rischio in Venezuela è quello di “commettere lo stesso errore che è stato fatto in Libia” – ha continuato Di Stefano, intervistato dal canale televisivo TV2000.

Poche ore prima gli eurodeputati del Movimento 5 stelle e della Lega si erano astenuti nella votazione del Parlamento europeo che ha riconosciuto Guaidó come legittimo presidente ad interim del paese sudamericano.  La risoluzione, fortemente voluta dal presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, di Forza Italia, è passata con 439 voti a favore, 104 contrari e 88 astensioni. Tra gli astenuti anche alcuni eurodeputati del Partito Democratico. Il Parlamento europeo è la prima istituzione dell’Unione a riconoscere Guaidó. Lunedì 4 febbraio se Maduro rimanesse dell’opinione di non convocare elezioni presidenziali anticipate, numerosi paesi UE, tra cui Spagna, Francia e Germania, riconoscerebbero ufficialmente Guaidó.

Il 29 gennaio scorso il segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Steven Mnuchin, ricevendo a Washington il ministro dell’Economia Giovanni Tria, aveva esortato l’Italia a riconoscere Guaidó.  “Il segretario Mnuchin e il ministro Tria hanno discusso questioni di economia, commercio e sicurezza, questioni sulla regolamentazione degli investimenti stranieri e la necessità di approcci consensuali alla tassazione internazionale, nonché sulle attuali questioni di sicurezza riguardanti Iran e Russia” – aveva comunicato il dipartimento del Tesoro di Washington dopo il vertice, aggiungendo: “il segretario Mnuchin ha ribadito il riconoscimento di Juan Guaidò come presidente a interim del Venezuela da parte degli Stati Uniti e ha esortato l’Italia a unirsi agli Stati Uniti”.

Stando alle parole del sottosegretario Di Stefano, dunque l’Italia non avrebbe accolto le esortazioni di Mnuchin e avrebbe assunto una posizione autonoma in ambito europeo, avvicinandosi invece alla posizione di non ingerenza e appello al dialogo del Messico e dell’Uruguay. Poche ore prima anche due stretti alleati di Nicolás Maduro, la Cina e la Russia, si erano dette pronte a favorire il dialogo tra governo e opposizione in Venezuela. La UE, con grande protagonismo da parte della Spagna, è invece al lavoro per creare un gruppo di contatto che favorisca la transizione in Venezuela. Transizione che, secondo quanto anticipato dal premier spagnolo Sánchez, dovrebbe essere guidata da Guaidó. 

A parziale rettifica della posizione del governo italiano è intervenuto l’altro sottosegretario agli esteri Guglielmo Picchi. “Maduro? Convochi nuove elezioni autorizzando osservatori indipendenti magari mandando l’OSCE” – ha scritto su Twitter, concludendo “La Lega considera la presidenza Maduro terminata”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Italo Cosentino

 

di Redazione

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