Trenta: Italia ritirerà truppe dall’Afghanistan entro un anno

Pubblicato il 29 gennaio 2019 alle 16:03 in Afghanistan Italia

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L’Italia potrebbe ritirare le truppe dall’Afghanistan entro un anno. È quanto ha annunciato il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, la quale ha dato disposizioni al Comitati operativo di vertice interforze (Coi) di valutare una pianificazione per il ritorno in patria del contingente italiano dal Paese asiatico.

Il Ministero degli Esteri ha emesso un comunicato, rendendo noto di non essere mai stato informato delle intenzioni di Trenta prima delle sue dichiarazioni alla stampa in merito al ritiro. Il Movimento 5 Stelle ha accolto positivamente l’iniziativa, ritenendo che, grazie al piano che verrà elaborato, sarà possibile analizzare in maniera più ampia la posizione italiana nell’ambito delle missioni internazionali. I membri della Lega hanno riferito che verrà effettuato ciò che è necessario per riportare la stabilità in Afghanistan.

Le dichiarazioni di Trenta sono state rilasciate subito dopo l’annuncio del presidente americano Donald Trump, in merito al ritiro americano dal Paese, per porre fine a 17 anni di guerra. Tale decisione è stata confermata dal presidente afghano, Ashraf Ghani, il quale ha affermato che la presenza di contingenti stranieri si basa su un accordo internazionale e che non sarà richiesta a lungo termine. Secondo il presidente, l’attuale presenza delle truppe è data dal bisogno e “nessun afghano vuole forze straniere nel proprio Paese per così tanto tempo”.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo.

Dopo aver annunciato, il 21 agosto 2017, una nuova strategia americana in Afghanistan, che ha comportato un significativo aumento delle truppe USA nel Paese asiatico, il 19 dicembre scorso, Trump ha reso nota l’intenzione di voler dimezzare il numero dei soltati statunitensi posizionati sul territorio afghano, da circa 14.000 a 7.000. Tale annuncio è stato effettuato congiuntamente a quello del ritiro delle 2.000 truppe americane posizionate in Siria.

L’Italia partecipa alla missione della NATO in Afghanistan Resolute Support, iniziata dal primo gennaio 2015, in seguito alla conclusione della precedente missione ISAF, il 31 dicembre 2014. Nel 2018, secondo quanto approvato dalla Camera dei Deputati il 17 gennaio 2018, le truppe sono continuate ad essere presenti nel Paese asiatico con 900 militari, 148 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei, per effettuare attività di formazione, consulenza e assistenza alle forze di difesa e di sicurezza afghane e alle istituzioni governative.

I soldati sono suddivisi tra personale con sede a Kabul, e contingente militare italiano dislocato ad Herat presso il TAAC-W. Oltre a offrire supporto militare, l’Italia è attiva in Afghanistan anche sul piano dell’assistenza umanitaria. Il 21 luglio 2017, l’allora ministro degli Esteri, Angelino Alfano, ha reso noto che l’Italia avrebbe destinato alle autorità di Kabul un finanziamento dal valore di 2 milioni di euro per garantire la fornitura di generi umanitari a famiglie vulnerabili nel nord del Paese, e attività di medicina ostetrica di urgenza in favore delle donne rifugiate e sfollate.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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