Macron, al-Sisi e la questione dei diritti umani

Pubblicato il 29 gennaio 2019 alle 11:07 in Egitto Francia

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Nel corso della propria visita in Egitto, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha incoraggiato il presidente Abdel Fattah al-Sisi a rispettare i diritti umani.

Prima di giungere al Cairo Macron, accompagnato da un’ampia delegazione, aveva dichiarato di voler avviare un dialogo sincero sulle questioni delle libertà e dei diritti umani con la controparte egiziana. In linea con tale intenzione, durante la conferenza stampa congiunta, il leader francese ha affermato che “la vera stabilità di un Paese dipende dalla vitalità della società”, e che “la stabilità e la pace duratura vanno di pari passo con il rispetto delle libertà individuali, della dignità di ognuno e dello stato di diritto”.

Ad avviso di Macron, inoltre, troppe persone innocenti considerate una minaccia per l’Egitto sono state imprigionate. Secondo lui, un miglior trattamento degli oppositori politici è nell’interesse del governo egiziano. Da quando al-Sisi è salito al potere, l’8 giugno 2014, il suo governo ha mostrato il pugno di ferro, vietando le proteste non autorizzate e imprigionando migliaia di persone per reprimere massicciamente ogni forma di dissenso. Secondo Macron, ciò che sta accadendo in Egitto, presto o tardi, minaccerà la sua stabilità, poiché le politiche attuate da al-Sisi sono percepite dagli intellettuali e dalla società civile maggiormente dure rispetto al regime di Mubarak.

Gli attivisti e diverse ong hanno sollecitato Macron, esortandolo ad affrontare la questione del rispetto dei diritti umani con il presidente egiziano. Tuttavia, il capo dell’Eliseo ha dichiarato di non aver esercitato alcuna pressione del genere. L’Egitto gode del supporto della Francia, la quale lo considera uno Stato fondamentale per la stabilità della regione nordafricana, nonostante le denunce di numerose organizzazioni umanitarie in merito al rispetto dei diritti umani. 

Da parte sua, al-Sisi ha difeso le mosse della propria amministrazione, riferendo che “l’Egitto non progredisce attraverso i blogger, ma attraverso il lavoro e gli sforzi e la perseveranza dei suoi figli”. Nel frattempo, The New Arab ha riportato che la polizia egiziana ha arrestato 5 membri di partiti politici di sinistra dopo che avevano preso parte a un evento per festeggiare l’ottavo anniversario della rivoluzione del 2011, lunedì 28 gennaio.

La visita di Macron avviene a pochi giorni di distanza dalla denuncia di Amnesty International che, il 24 gennaio, ha pubblicato un comunicato in cui accusa le autorità di reprimere duramente la libertà di espressione dei cittadini. In particolare, secondo le stime dell’organizzazione umanitaria, nel corso del 2018, sono state arrestate 113 persone soltanto per aver espresso pacificamente il loro pensiero. Molte di loro sono state incarcerate per mesi senza alcun processo, venendo accusate di far parte di gruppi terroristici o di diffondere “notizie false”.  Il governo egiziano, che generalmente respinge accuse del genere, al momento, non ha ancora commentato la denuncia. 

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Sofia Cecinini

di Redazione

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