Cambogia: richiesta di arresto per il leader d’opposizione

Pubblicato il 29 gennaio 2019 alle 8:00 in Asia Cambogia

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La Cambogia ha rinnovato la richiesta per l’arresto del capo dell’opposizione Sam Rainsy, lunedì 28 gennaio. Il Paese asiatico sta affrontando la minaccia di sanzioni da parte dell’Unione Europea, il suo più grande mercato di esportazione di indumenti dal valore di miliardi di euro l’anno, a causa delle preoccupazioni riguardo alla condizione dei diritti umani.

Il Cambogia National Rescue Party (CNRP), partito d’opposizione di cui Sam Rainsy è leader, è stato sciolto dalla Corte suprema nel 2017. Nello stesso anno, 118 membri del CNRP sono stati banditi dalla politica prima delle elezioni generali del 2018. Il primo ministro Hun Sen, in carica dal 1998, a seguito dell’estromissione del partito d’opposizione ha vinto tutti i seggi nel voto di luglio 2018. L’UE ha poi avvertito che avrebbe cancellato la Cambogia dal suo accesso commerciale esente da dazi ” fuorché le armi”.

Hun Sen, questo gennaio, ha minacciato di vendicarsi contro l’opposizione se l’UE ritirasse l’accesso al libero scambio. Nell’estate del 2018, Sam Rainsy ha dichiarato che tornerà in Cambogia dalla Francia, dove vive da quando è fuggito dal paese nel 2015 dopo una condanna per diffamazione.

Un portavoce del Partito popolare cambogiano (CPP), il cui leader è Hun Sen, ha avvertito che una terza parte potrebbe uccidere Sam Rainsy e incolpare il governo, nel caso in cui questo ritornasse. “Se il condannato Sam Rainsy osa entrare in Cambogia, ci potrebbe essere una sparatoria di terzi per ucciderlo e dare la colpa al governo reale della Cambogia”, ha riferito a Reuters Sok Eysan, il portavoce.

Sam Rainsy ha dichiarato di non essere sorpreso dalla mossa di Hun Sen, aggiungendo che il capo del governo farebbe qualsiasi cosa per impedirgli di tornare in Cambogia, perché, secondo Rainsy, ha paura di una possibile rivolta popolare dei suoi sostenitori. Il leader dell’opposizione ha più volte affermato che le condanne sulla sua testa hanno unicamente una matrice politica.

Le imprese e i sindacati cambogiani hanno invitato la settimana scorsa l’UE a non ritirare le preferenze commerciali, affermando che una tale decisione comporterebbe gravi danni economici e danneggerebbe milioni di lavoratori e le loro famiglie, in particolare le donne rurali.

Nel marzo 2018, 45 Stati hanno chiesto alla Cambogia di reinserire il principale partito di opposizione, di liberare dal carcere il suo leader, successore di Sam Rainsy e arrestato nel settembre 2017, e di assicurare elezioni libere e corrette a luglio. Hanno rilasciato una dichiarazione sulla situazione dei diritti umani in Cambogia nella quale si delinea la preoccupante realtà del declino dei diritti civili e politici nel Paese. La dichiarazione è stata letta presso l’United Nations Human Rights Council di Ginevra e ha comportato la richiesta di riabilitare il Cambodian National Rescue Party (CNRP) e tutti i suoi membri.“Chiediamo il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici, incluso il leader Kem Sokha, il quale è attualmente detenuto in isolamento, senza adeguato accesso alle cure mediche. Chiediamo inoltre al governo della Cambogia di prendere tutte le misure necessarie per assicurare elezioni libere, corrette e credibili per il luglio 2018”, viene riportato nella dichiarazione.

Nel novembre 2017, inoltre, la Corte Suprema cambogiana ha sciolto il CNRP, sospendendo 118 membri del partito dalla carica politica per cinque anni. L’attuale primo ministro della Cambogia, Hun Sen, è al governo da 33 anni ed è stato criticato per la sua repressione delle critiche e dei media.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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