Macron in Egitto: atteso incontro con al-Sisi

Pubblicato il 28 gennaio 2019 alle 14:31 in Egitto Francia

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Il presidente francese, Emmanuel Macron, si trova in visita ufficiale in Egitto per in contrare il presidente Abdel Fattah al-Sisi. Durante il viaggio, della durata di tre giorni, il capo dell’Eliseo cercherà di rafforzare le relazioni bilaterali con il Paese nordafricano.

Macron è accompagnato da cinque ministri governativi, una ventina di rappresentanti accademici, culturali e scientifici, e una decina di uomini d’affari egiziani. È previsto che i due presidenti firmino accordi bilaterali del valore di centinaia di milioni di dollari in diversi campi, tra cui quello dei trasporti, dell’energia rinnovabile, della sanità e dell’agricoltura.

Come spiega The New Arab, l’Egitto gode del supporto della Francia, la quale lo considera uno Stato fondamentale per la stabilità della regione nordafricana, nonostante le denunce di numerose organizzazioni umanitarie in merito al rispetto dei diritti umani. Da quando al-Sisi è salito al potere, l’8 giugno 2014, il suo governo ha mostrato il pugno di ferro, vietando le proteste non autorizzate e imprigionando migliaia di persone per reprimere massicciamente ogni forma di dissenso. Dalla cacciata dell’ex presidente islamista Mohamed Morsi, avvenuta il 3 luglio 2013, le autorità egiziane hanno iniziato a lanciare una dura repressione contro la Fratellanza Musulmana, dichiarata organizzazione terrorista nel dicembre 2013, e contro tutti gli oppositori politici.

La visita di Macron avviene a pochi giorni di distanza dalla denuncia di Amnesty International che, il 24 gennaio, ha pubblicato un comunicato in cui accusa le autorità di reprimere duramente la libertà di espressione dei cittadini. In particolare, secondo le stime dell’organizzazione umanitaria, nel corso del 2018, sono state arrestate 113 persone soltanto per aver espresso pacificamente il loro pensiero. Molte di loro sono state incarcerate per mesi senza alcun processo, venendo accusate di far parte di gruppi terroristici o di diffondere “notizie false”.  

Alla luce di ciò, secondo Amnesty, questo è il periodo più pericoloso per criticare apertamente il governo egiziano. “Coloro che vivono sotto il presidente al-Sisi stanno assistendo a una repressione senza precedenti, che tratta individui che hanno espresso pacificamente la loro visione come criminali”, riferisce il comunicato. Il governo egiziano, che generalmente respinge accuse del genere, al momento, non ha ancora commentato la denuncia. 

L’emittente francese France24 riporta che l’Egitto costituisce un mercato essenziale per gli armamenti francesi, in quanto acquista aere e navi da guerra, insieme a satelliti militari, dalla Francia, per un valore pari a 1 miliardo di euro. Nel 2015, i due Paesi hanno firmato un accordo del valore di 5,2 miliardi di euro per l’acquisto dei jet da guerra Rafale, missili e fregate.  

Francia ed Egitto, inoltre, sostengono il governo di Tobruk in Libia, e sono entrambi vicini al suo uomo forte e capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, insieme a Russia ed Emirati Arabi Uniti. L’Italia e l’Onu, al contrario, appoggiano il governo rivale di Tripoli, capeggiato dal premier Fayez Serraj. 

Durante il primo incontro tra al-Sisi e Macron, avvenuto nell’ottobre 2017, Macron riferì ai giornalisti che “non era suo compito giudicare la controparte egiziana per gli abusi dei diritti umani imputato dalle organizzazioni umanitarie”. “Credo fermamente nella sovranità degli Stati e, quindi, non accetto che qualcuno giudichi il modo in cui governi il mio Paese, perciò non lo faccio con gli altri”, affermò Macron nel corso della conferenza congiunta.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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