Venezuela: Maduro indica elezioni o Berlino, Parigi e Madrid pronte a riconoscere Guaidó

Pubblicato il 26 gennaio 2019 alle 15:14 in Europa Venezuela

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Tre Paesi dell’Unione Europea, Germania, Francia e Spagna, sabato 26 gennaio, hanno  annunciato di essere pronti a riconoscere ufficialmente Juan Guaidó come presidente venezuelano ad interim, qualora Maduro non indica elezioni nel Paese entro 8 giorni.

I principali Paesi occidentali sembrano aver fatto blocco unico sulla strategia da adottare in merito alla situazione che sta scaldando il Venezuela. In una dichiarazione, il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, sabato 26 gennaio, ha annunciato: “Il governo di Spagna concede al presidente Nicolas Maduro 8 giorni di tempo per indire elezioni libere, trasparenti e democratiche. Se ciò non accadrà, la Spagna riconoscerà Juan Guaidó come presidente ad interim incaricato di indire le elezioni”. Quasi in contemporanea, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha pubblicato due tweet dal suo account ufficiale in cui fa eco alla dichiarazione di Sanchez, scrivendo: “A meno che le elezioni non vengano annunciate entro 8 giorni, siamo pronti a riconoscere Guaidó come ‘presidente in carica’ del Venezuela al fine di avviare un processo politico elettorale”. Lo stesso messaggio è stato twittato, poco dopo, anche da una portavoce del governo tedesco.

La posizione dei tre Paesi europei coincide con quella degli Stati Uniti, che in data odierna stanno facendo pressioni affinché il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite pubblichi un comunicato in cui esprime il suo pieno supporto all’Assemblea Nazionale venezuelana in quanto “unica istituzione eletta democraticamente”. Durante l’incontro del Consiglio di Sicurezza di sabato, Pompeo esorterà i membri del Consiglio a riconoscere Guaidó, ha confermato il Dipartimento di Stato. Se il Consiglio sostenesse la dichiarazione, riconoscerebbe effettivamente Guaidó, che è l’attuale presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana, come capo di Stato del Paese. Tuttavia, l’ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, Vassily Nebenzia, ha affermato che Mosca si opporrà alla mossa statunitense in seno all’organo internazionale. Per essere approvata, la dichiarazione dell’Onu deve essere appoggiata all’unanimità.

Mercoledì 23 gennaio si era tenuta a Caracas la marcia dell’opposizione contro il presidente Maduro, in occasione della quale il presidente dell’Assemblea Nazionale, Juan Guaidó, si era autoproclamato “Presidente incaricato” del Venezuela. Gli Stati Uniti avevano immediatamente riconosciuto Guaidó come presidente legittimo del Paese. Le tensioni aumentano da lunedì 21 gennaio, quando un gruppo di soldati, almeno 40 sergenti della Guardia Nacional Bolivariana a Cotiza, a nord di Caracas, è insorto contro il regime di Nicolás Maduro. La rivolta è stata soffocata dalle forze fedeli al regime, tuttavia durante la notte a Caracas si sono tenute trenta proteste di piazza, tutte spontanee, alcune violente. L’obiettivo era protestare per il caos economico, la riduzione al minimo dei servizi, il crollo del valore dei salari e tutti hanno chiesto le dimissioni del presidente Maduro.

Nella giornata di venerdì, l’Ue era stata oggetto di numerose critiche per la sua posizione ambigua e poco chiara in merito alla crisi venezuelana, ed era stata spronata a schierarsi più esplicitamente. “Sarebbe auspicabile un maggior aiuto dell’Ue nella crisi venezuelana”, aveva dichiarato il presidente del Costa Rica, Carlos Alvarado, che si trovava a Davos per il Forum Economico Mondiale. “Abbiamo raggiunto il punto di non ritorno”, aveva affermato Alvarado, alla guida di un Paese in cui l’emigrazione venezuelana è aumentata del 40% negli ultimi 3 anni. La situazione creatasi a Caracas “ha costretto tutti a posizionarsi”, di conseguenza l’Unione Europea dovrebbe prendere una posizione chiara. “Il ruolo dell’UE sarà molto importante perché questa crisi deve essere vista nel contesto globale, nelle relazioni tra Paesi e blocchi. Questo è il motivo per cui il posizionamento degli Stati Uniti e del Canada, della Russia e della Cina è così importante, e la posizione dell’UE può far pendere l’equilibrio”, aveva concluso il leader costaricano.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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