Siria: nuovo attacco dell’ISIS, ma SDF libereranno il territorio entro un mese

Pubblicato il 25 gennaio 2019 alle 13:32 in Medio Oriente Siria

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Decine di persone hanno perso la vita in un attacco dello Stato Islamico in Siria, giovedì 24 gennaio, in quello che The New Arab ha descritto come un tentativo da parte dell’organizzazione terroristica di riprendere il controllo di una parte del territorio. L’attentato ha colpito le posizioni Syrian Democratic Forces (SDF) con 3 attentatori suicidi nei pressi del villaggio di Baghouz, che era stato conquistato dai militanti curdi il giorno precedente. Complessivamente hanno perso la vita 16 membri delle SDF e 34 terroristi nella battaglia, secondo le stime dell’Osservatorio Siriano sui Diritti Umani.

Baghouz era l’ultimo villaggio sotto il controllo dell’ISIS che, adesso, è stato confinato in due paesini nel Nord-Est della Siria. Il capo delle SDF, Mazloum Kobani, ha riferito che le operazioni militari contro lo Stato Islamico sono entrate nell’ultima fase, poiché i combattenti curdi contano di sconfiggere definitivamente i terroristi entro un mese.

Sono circa qualche centinaio i jihadisti rimasti nelle ultime postazioni dell’ISIS al confine tra Siria e Iraq. Il 14 dicembre, le SDF, con l’appoggio della coalizione internazionale a guida americana, hanno liberato la città di Hijan, nell’Est della Siria. Le operazioni per liberare tale città erano iniziate lo scorso 10 settembre.

Kobani ha spiegato che, da quando l’ISIS è stato sconfitto militarmente a fine dicembre 2017, ha adottato nuove tattiche e, ad oggi, sono presenti cellule dormienti ovunque in Siria, che reclutano segretamente seguaci, compiono operazioni suicide, attacchi e assassinii mirati. “Ci aspettiamo un aumento di attentati da parte dell’ISIS contro le nostre forze non appena saranno sconfitti definitivamente negli ultimi paesi sotto il loro controllo”, ha affermato il comandante curdo siriano.

A suo avviso, inoltre, ogni accordo politico dovrebbe prevedere uno status speciale per le SDF, dopo che hanno lottato contro i terroristi al posto dell’esercito siriano. Dal momento che i combattenti curdi siriani hanno anche lottato al fianco della coalizione internazionale a guida americana e hanno contribuito alla liberazione della maggior parte della Siria dai terroristi, ad avviso di Kobani, hanno il diritto di continuare a proteggere la regione nord-orientale del Paese.

Ad oggi, le forze del presidente siriano, Bashar al-Assad, controllano circa 2/3 del territorio nazionale, che ha riconquistato con l’appoggio della Russia, sua principale alleata. È probabile, ha specificato Kobani, che in futuro le SDF possano entrare a far parte dell’esercito nazionale della Siria, ma soltanto a condizione di mantenere uno status speciale. Damasco ha sempre respinto qualsiasi possibilità di auto-governo nel Nord-Est della Siria, anche se i leader curdi hanno avviato colloqui con il governo siriano lo scorso luglio, al fine di ottenere qualche forma di decentralizzazione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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