Erdogan e Putin si incontrano a Mosca

Pubblicato il 23 gennaio 2019 alle 19:18 in Russia Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il presidente russo, Vladimir Putin, si sono incontrati per la prima volta nel 2019, a Mosca, mercoledì 23 gennaio.

Nel salutare Erdogan, Putin ha riferito che continuerà a portare avanti la serie di meeting regolari che i due leader intrattengono, al fine di consultarsi e di scambiarsi le rispettive vedute su questioni di interesse comune. Inoltre, Putin ha notato come nei primi dieci mesi del 2018 le relazioni commerciali tra i due Paesi siano aumentate notevolmente rispetto all’anno precedente, osservando altresì una crescita del numero di turisti russi in Turchia, pari al 30% in più rispetto al 2017. In relazione ai progetti bilaterali, Putin ha assicurato che continuerà a collaborare con Ankara, come stabilito in precedenza, soprattutto per risolvere la questione della sicurezza in Siria.

Da parte sua, Erdogan ha sottolineato che l’aumento del turismo in Turchia ha aiutato i cittadini turchi e russi a socializzare. “Le nostre relazioni commerciali stanno crescendo, abbiamo stabilito un obiettivo e vogliamo raggiungere un volume pari a 100 miliardi di dollari”, ha specificato il leader turco.

Nell’ambito del conflitto siriano, Turchia e Russia hanno due posizioni differenti. Mentre Ankara ha sostenuto l’opposizione siriana, Mosca è stata ed è ancora il principale sostenitore del presidente siriano, Bashar al-Assad. Nonostante ciò, i due Paesi, nel tempo, sono riusciti a collaborare per cercare di trovare una soluzione alla situazione, concordando di coordinare operazioni di terra nello Stato mediorientale, subito dopo l’annuncio del ritiro statunitense, avvenuto lo scorso 19 dicembre.

Pochi giorni fa, Erdogan aveva riferito che avrebbe affrontato la questione dell’istituzione di una zona di sicurezza sotto il controllo di Ankara in Siria, come suggerito dal presidente americano, Donald Trump. Le forze curde hanno respinto l’iniziativa, poiché la Turchia le considera un’organizzazione terroristica al pari del PKK. Secondo quanto riportato da The New Arab, è probabile che anche la Russia respinga tale proposta, in quanto il ministro degli Esteri, Sergei Lavror, la scorsa settimana ha affermato che il Nord della Siria, dove si trovano i curdi siriani, dovrebbe tornare sotto il controllo di Damasco.

I rapporti tra USA e Turchia hanno vissuto un momento di forte tensione nel novembre 2015, quando le forze turche abbatterono un aereo da guerra russo nei cieli della Siria. In seguito alla riconciliazione, avvenuta nel 2016, i rapporti sono migliorati velocemente, soprattutto grazie alla cooperazione tra Putin ed Erdogan per stabilizzare la Siria. Occorre ricordare che, il 13 settembre 2017, il 13 settembre, Ankara ha annunciato l’invio a Mosca di 2,5 miliardi di dollari per l’acquisto del sistema avanzato di difesa missilistico S-400, sviluppato negli anni ’90 dall’azienda russa Almaz Central Design Bureau, e in uso dal 2007.

L’accordo con la Russia ha previsto l’invio alla Turchia di due batterie di S-400. È stata la prima volta che Ankara, Paese membro della NATO, ha firmato un patto militare di tale portata con uno Stato esterno all’Alleanza. Nell’ottobre 2013, la Turchia aveva espresso la volontà di acquistare dalla Cina un sistema missilistico del valore di 3,4 miliardi di dollari ma, dal momento che l’azienda cinese in questione era stata sanzionata dagli Stati Uniti con l’accusa di vendere armi all’Iran, Ankara aveva rinunciato all’accordo per compiacere l’alleato americano.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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