Sirisena in visita nelle Filippine: Sri Lanka vuole emulare la guerra alla droga

Pubblicato il 18 gennaio 2019 alle 14:45 in Filippine Sri Lanka

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Il presidente dello Sri Lanka, Maithripala Sirisena, in una visita ufficiale nelle Filippine, ha elogiato la “guerra alla droga” messa in atto dal presidente Rodrigo Duterte.

Nonostante la condanna internazionale per il giro di vite che ha ucciso migliaia di cittadini filippini, durante un banchetto tenutosi il 17 gennaio, Sirisena ha dichiarato di voler seguire le orme di Duterte “per controllare questo pericolo”.

Carlos Conde, ricercatore delle Filippine per la Human Rights Watch di New York, ha affermato che la campagna di Duterte è stata “una calamità per i diritti umani che nessun Paese al mondo dovrebbe nemmeno tentare di emulare”. Secondo Conde, nessuna politica repressiva del traffico di stupefacenti che ha trattato il problema puramente dal punto di vista del crimine ha mai avuto successo. Il ricercatore ha aggiunto che l’unico risultato è stato “sofferenza, un’ulteriore distruzione dello Stato di diritto e la diminuzione dei diritti umani”.

Il governo filippino ha costantemente confutato la tesi di Conde e ha dichiarato che la politica antidroga, iniziata a luglio 2016, è stato amministrata legalmente. Venerdì 18 gennaio, il portavoce presidenziale, Salvador Panelo, ha affermato che ogni accusa di omicidi sponsorizzati dallo stato è stata “pura sciocchezza”. La polizia afferma di aver ucciso almeno 5.000 sospetti spacciatori di droga, anche se gli attivisti dicono che il numero potrebbe essere molto più alto e contestano i resoconti ufficiali, secondo cui le uccisioni sono avvenute per autodifesa. Anche in Bangladesh più di 200 persone sono state uccise dalla polizia in una campagna simile.

Le autorità srilankesi hanno riferito che i trafficanti di droga internazionali si sono rivolti sempre più allo Sri Lanka come hub di transito in Asia. A maggioranza buddhista, lo Stato asiatico ha votato a favore di una risoluzione dell’Onu, nel 2015, per una moratoria sulla pena di morte. Sirisena, tuttavia, nel 2017 ha dichiarato di voler applicare la pena capitale ai trafficanti in prigione colpevoli di accordarsi per la vendita di droga dal carcere.

IDefend, gruppo per i diritti umani delle Filippine, ha affermato che se Sirisena fosse seriamente intenzionato a seguire la linea di Duterte, dovrebbe essere pronto a sottoporsi all’esame della Corte penale internazionale dell’Aja, che ha già avviato un esame preliminare dei presunti crimini contro l’umanità commessi da Duterte. La portavoce dell’organizzazione, Judy Pasimio, ha commentato i fatti invitando i leader asiatici a non emulare il modello filippini, ma ad adottare un approccio umanitario, basato sull’evidenza, attraverso una governance basata sui diritti che rafforzi e non eroda le istituzioni democratiche. Gli uffici del presidente srilankese non hanno risposto ad una richiesta di commento.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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