Afghanistan: blindato italiano colpito da razzo durante esercitazione

Pubblicato il 3 gennaio 2019 alle 8:18 in Afghanistan Italia

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Un razzo ha colpito un’area dove si trovava un blindato italiano Lince vicino a Herat, nell’Ovest Afghanistan, mercoledì 2 gennaio. Secondo quanto riportato da Rai News, che cita fonti della Difesa, non è scattato alcun allarme in seguito all’incidente, che si è verificato nel corso di un’attività di addestramento. “I nostri militari stanno bene e sono in sicurezza”, ha spiegato un comunicato del Ministero della Difesa.

Il razzo, spiega l’emittente italiana, è esploso nelle vicinanze del veicolo, che è stato colpito da alcune schegge che lo hanno danneggiato, senza tuttavia ferire nessuno. L’attacco si è verificato nel corso di attività di advising e assistenza dei militari italiani alle forze afghane. Alla fine delle operazioni, i militari sono rientrati presso la base in sicurezza.

L’Italia partecipa alla missione della NATO in Afghanistan Resolute Support, iniziata dal primo gennaio 2015, in seguito alla conclusione della precedente missione ISAF, il 31 dicembre 2014. Nel 2018, secondo quanto approvato dalla Camera dei Deputati lo scorso 17 gennaio, le truppe sono continuate ad essere presenti nel Paese asiatico con 900 militari, 148 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei, per effettuare attività di formazione, consulenza e assistenza alle forze di difesa e di sicurezza afghane e alle istituzioni governative. I soldati sono suddivisi tra personale con sede a Kabul, e contingente militare italiano dislocato ad Herat presso il TAAC-W. Oltre a offrire supporto militare, l’Italia è attiva in Afghanistan anche sul piano dell’assistenza umanitaria. Il 21 luglio 2017, l’allora ministro degli Esteri, Angelino Alfano, ha reso noto che l’Italia avrebbe destinato alle autorità di Kabul un finanziamento dal valore di 2 milioni di euro per garantire la fornitura di generi umanitari a famiglie vulnerabili nel nord del Paese, e attività di medicina ostetrica di urgenza in favore delle donne rifugiate e sfollate.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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