Libano, Hariri: “Urge formazione del nuovo governo”

Pubblicato il 2 gennaio 2019 alle 9:43 in Libano Medio Oriente

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Il primo ministro del Libano, Saad Hariri, ritiene che il governo deva essere formato entro la fine di questa settimana, per far fronte al malessere economico generato da mesi di stallo politico. “Abbiamo superato ogni limite, dobbiamo formare il governo”, ha riferito il premier ai giornalisti il primo gennaio in seguito ad un lungo incontro con il presidente Michel Aoun. Hariri ha altres’ riferito che, insieme ad Aoun, è determinato ad effettuare altri meeting per cercare di sbloccare la situazione. “Il Paese non può continuare senza un governo”, ha specificato il premier.

Il 18 dicembre, il ministro delle Finanze, Ali Hassan Khalil, aveva riferito che, entro pochi giorni, sarebbe stato formato un nuovo governo, poiché i lavori stavano procedendo positivamente. Tale previsione, tuttavia, non si è verificata e, ad oggi, il Libano continua a non avere una guida politica.

La situazione, da mesi, è ostacolata dalle tensioni tra i gruppi rivali che hanno presentato domande conflittuali per i portafogli da assegnare in seno al Gabinetto, il quale deve essere formato in linea l’assetto istituzionale libanese.

La Costituzione del Libano si basa su un sistema di condivisione confessionale del potere e, di conseguenza, i ruoli istituzionali devono essere assegnati a personalità appartenenti alle diverse religioni, in modo che ogni comunità religiosa abbia una propria quota di seggi riservata in Parlamento. Le maggiori cariche dello Stato, inoltre, devono essere ripartite tra le tre confessioni più numerose, facendo sì che il presidente della Repubblica sia un cristiano maronita, il primo ministro un musulmano sunnita, e il presidente del Parlamento un musulmano sciita.

Le elezioni si erano tenute il 6 maggio, scorso per la prima votazione generale dopo 9 anni. Erano 583 i candidati che sono entrati in competizione per guadagnarsi uno dei 128 seggi del Parlamento. Nel 2009, il Libano aveva dovuto affrontare diverse crisi interne aggravate da una serie di attacchi e dai flussi di rifugiati proveniente dalla vicina Siria, dove la guerra civile imperversa da 7 anni. Tra il 2014 e il 2016, il governo e l’opposizione non sono riusciti a trovare un accordo per l’elezione di un nuovo presidente, decidendo per 3 volte di ritardare le elezioni.

Avendo un’economia stagnante ed essendo altamente indebitato, il Libano necessita di un nuovo governo il prima possibile, al fine di attuare nuove riforme per sbloccare gli aiuti stranieri e mettere le finanze pubbliche in condizioni migliori. “La situazione economica è difficile, ma non impossibile”, ha chiarito Hariri, esortando le fazioni politiche multi-confessionali a cooperare per riavviare il processo politico.

Come riporta al-Jazeera English, sembra che l’ultimo ostacolo alla formazione del governo sia costituito dall’accordo sull’assegnazione della rappresentanza sunnita, in quanto ci sono sei legislatori allineati con Hezbollah che chiedono un gabinetto che rifletta i risultati delle elezioni. Alle elezioni del 6 maggio, i membri del gruppo sciita libanese hanno ottenuto olre la metà dei seggi, sorpassando le forze di Hariri.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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