Assad autorizza l’Iraq a colpire l’ISIS in Siria senza permesso

Pubblicato il 31 dicembre 2018 alle 9:35 in Iraq Siria

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Il presidente siriano, Bashar al-Assad, ha autorizzato le forze irachene ad attaccare i militanti dell’ISIS all’interno del territorio siriano senza attendere l’autorizzazione dalle autorità di Damasco. Tale sviluppo, spiega al-Jazeera English, avviene in un momento in cui Siria e Iraq, entrambe appoggiati dall’Iran, stanno coordinando la lotta contro i terroristi, alla luce del ritiro americano dal territorio siriano, annunciato lo scorso 19 dicembre dal presidente Donald Trump.

Nonostante la sconfitta militare dell’ISIS sia stata decretata alla fine del 2017 sia da Damasco sia da Baghdad, i militanti dell’organizzazione continuano ad essere attivi nel Nord della Siria, ad Est dell’Eufrate. Nei giorni successivi all’annuncio del ritiro statunitense, l’ISIS ha condotto un’offensiva a Hijan, che era stata liberata il 14 dicembre dai combattenti delle Syrian Democratic Forces (SDF) con l’aiuto della coalizione internazionale a guida americana. Le operazioni per liberare Hajin, ultima roccaforte dell’ISIS in Siria, vicino al confine con l’Iraq, erano iniziata il 10 settembre. Un comandante locale della coalizione internazionale a guida USA ha riferito che nell’area, sono presenti ancora circa 5.000 jihadisti armati.

Il 19 dicembre, Trump ha ordinato il ritiro di 2.000 truppe americane dalla Siria, ponendo fine improvvisamente alla campagna militare contro lo Stato Islamico e cedendo, di fatto, un Paese mediorientale strategico alla sfera di influenza della Russia e dell’Iran. Il presidente ha giustificato la mossa dichi8arando che la lotta contro l’ISIS è ormai finita. Il giorno seguente, il segretario della Difesa USA, James Mattis, ha presentato le dimissioni, poiché in disaccordo con la posizione di Trump. Il 21 dicembre, anche l’inviato statunitense alla guida della coalizione internazionale per la lotta contro l’ISIS, Brett McGurk, ha rassegnato le dimissioni

Gli aerei da guerra iracheni, nel corso degli anni passati, hanno effettuato diversi bombardamenti in territorio siriano contro i terroristi dell’ISIS, sempre dopo aver ottenuto il permesso da Damasco. Il 30 dicembre, al-Assad ha ricevuto una lettera dal premer iracheno, Abdul-Mahdi, che lo ha esortato a coordinare maggiormente le operazioni dei due Paesi contro lo Stato Islamico.

Lo stesso giorno, la Siria e l’Iran hanno concluso un accordo strategico economico a lungo termine. Il ministro dell’Economia e del Commercio Estero siriano, Mohammed Samer al-Khalil, che ha firmato personalmente il patto, ha riferito che include “una completa cooperazione a livello finanziario e bancario”. Al-Khalil ha specificato che per la ricostruzione della Siria verrà data la priorità alle compagnie pubbliche e private iraniane. Secondo le stime del governo siriano, la ricostruzione del Paese ammonta a circa 200 miliardi di dollari e impiegherà 15 anni per essere completata. Nell’ambito del conflitto siriano, l’Iran e la Russia sono i principali sostenitori di al-Assad.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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