Qatar invia 24 veicoli militari al Mali

Pubblicato il 27 dicembre 2018 alle 14:16 in Mali Qatar

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Il Qatar ha fornito 24 veicoli corazzati al Mali, al fine di aiutare la lotta al terrorismo nella regione del Sahel.

Come spiega Reuters, il Paese del Golfo Persico ha aumentato i propri sforzi dall’inizio della crisi del Golfo, scoppiata il 5 giugno 2017, quando Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno imposto un embargo contro Doha, a causa di un presunto sostegno e finanziamento ad organizzazioni terroristiche.

Da parte sua, il Qatar ha sempre negato le accuse, ma si è trovato in una grave condizione di isolamento. I confini terrestri e marittimi del Paese sono stati chiusi, i collegamenti aerei sospesi e i cittadini qatarini espulsi dagli Stati sostenitori dell’embargo. I tre Paesi del Golfo e l’Egitto hanno accusato Doha di sostenere il terrorismo e di essere eccessivamente vicina al rivale regionale dell’Arabia Saudita, l’Iran. Nell’annunciare l’embargo, Riad aveva dichiarato che questo fosse necessario per “proteggere la sicurezza nazionale dai pericoli del terrorismo e dell’estremismo”. Il Qatar ha ripetutamente definito tali accuse “infondate”, denunciando l’embargo come un tentativo di imporre un controllo sulla nazione.

Secondo quanto annunciato dal Ministero degli esteri qatarino, gli aerei militari hanno trasportato in Mali i veicoli per “combattere il terrorismo e riportare la sicurezza non solo nel Paese africano, ma nell’intera area che comprende i Paesi del G5 Sahel”.

Il G5 Sahel, fondato il 16 febbraio 2014 a Nouakchott, in Mauritania, è un forum istituzionale per la cooperazione nell’Africa occidentale, che ha l’obiettivo di promuovere i legami economici tra i Paesi africani e combattere la minaccia terroristica nella regione. Nel febbraio del 2017 è stata lanciata l’operazione G5 Sahel Force, allo scopo di sconfiggere i gruppi armati attivi nell’Africa nord-occidentale e per contrastare lo sviluppo dell’estremismo violento. La missione si compone di 5.000 ufficiali, tra cui soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Burkina Faso e Ciad. La Francia è uno die principali sostenitori dell’iniziativa.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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