La Lega Araba potrebbe riammettere la Siria tra le sue fila

Pubblicato il 27 dicembre 2018 alle 6:01 in Medio Oriente Siria

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La Lega Araba potrebbe riammettere la Siria tra le sue fila nel 2019, comunica un resoconto pubblicato mercoledì 26 dicembre. Attualmente, il presidente del Paese, Bashar al-Assad, sta rafforzando i legami diplomatici con i suoi ex alleati.

Il blocco di 22 Paesi probabilmente voterà nel 2019 per decidere se riaccogliere la Siria, dopo averla espulsa nel 2011 a causa della brutale repressione delle proteste nel Paese. Gli Stati arabi avevano sanzionato Damasco e condannato Assad per aver usato la forza militare e per non essere riuscito a negoziare con l’opposizione.

Secondo The Times of Israel, attualmente la guerra in Siria sta cessando gradualmente a favore di Assad e le sue truppe stanno riconquistando città chiave e centri popolati: per questo motivo, alcuni funzionari arabi hanno espresso interesse per riprendere i contatti con il Paese. A metà dicembre, il presidente del Sudan, Omar al-Bashir, è diventato il primo leader della Lega Araba a visitare la Siria da quando è scoppiata la guerra civile. Attualmente, anche i rivali del regime di Assad, quali l’Arabia Saudita e gli Stati del Golfo, vogliono migliorare le relazioni con Damasco, in parte di una nuova strategia volta a ridurre l’influenza di Teheran.

Tuttavia, gli Stati Uniti stanno facendo pressione su Egitto e Arabia Saudita perché non venga organizzato il voto per far rientrare Assad nella rosa dei leader del mondo arabo. Secondo The Times of Israel, un diplomatico europeo ha dichiarato che “non c’è un processo d’accordo genuino e credibile in vigore attualmente in Siria, quindi fondamentalmente non ci sono ancora incentivi per riconciliarsi con il regime”.

A ottobre, Assad aveva dichiarato a un quotidiano del Kuwait che la Siria aveva raggiunto un importante accordo con gli Stati arabi dopo anni di ostilità. Durante l’intervista, il presidente non aveva specificato quali Paesi, ma aveva dichiarato che una serie di delegazioni occidentali e arabe avevano cominciato a recarsi in visita in Siria per preparare la riapertura delle missioni diplomatiche. Inoltre, la Giordania ha riaperto il suo attraversamento di confine meridionale, Israele sta lavorando con la Russia per ridurre le tensioni nelle Alture del Golan, e anche la Turchia, lo sponsor dell’ultimo contingente di ribelli siriani, nell’area nordoccidentale del Paese, ha suggerito che lavorerà con Assad se l’uomo ritornerà in carica per mezzo di elezioni libere e giuste.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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