Tensione tra Bahrein e Iraq

Pubblicato il 25 dicembre 2018 alle 7:16 in Bahrein Iraq

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Esteri del Bahrein ha convocato il vice incaricato di affari dell’amasciata dell’Iraq, lunedì 24 dicembre, per denunciare un filmato dell’ex premier iracheno, Nuri al-Maliki, che critica la repressione di Manama nei confronti dell’opposizione sciita.

Maliki, premier iracheno dal maggio 2006 al settembre 2014, e ora a capo della coalizione irachena chiamata “lo Stato della Legge”, la scorsa settimana ha partecipato ad un meeting organizzato dal movimento di attivisti del Bahrein 14 Febbraio, che Manama considera un’organizzazione terroristica dal 2014. Nel corso dell’incontro, Maliki ha affermato che la discriminazione e la marginalizzazione, in Bahrein, hanno raggiunto un limite molto severo, motivo per cui, a suo avviso, le autorità locali dovrebbero dialogare con “coloro che chiedono libertà e giustizia”, al fine di proteggere sia gli sciiti sia i sunniti.

Da parte sua, il Bahrein ha descritto le dichiarazioni di Maliki “sfacciate e un’inaccettabile interferenza negli affari interni” del Paese. Un ufficiale bahreinita, in particolare, ritiene che l’atteggiamento del politico iracheno sia una chiara dimostrazione di solidarietà nei confronti di coloro che spargono violenza, caos e terrorismo nel Paese del Golfo.

Al momento, il Ministero degli Esteri dell’Iraq non ha rilasciato alcun commento ufficiale. Il Bahrein, come Baghdad, costituisce un luogo sensibile per le mire dei due principali rivali regionali, quali l’Arabia saudita, che è a maggioranza sunnita, e l’Iran, che è a maggioranza sciita. Il Bahrein, in particolare, è uno Stato a maggioranza sciita governato da una monarchia sunnita che, per tale ragione, ha escluso i membri dell’opposizione dalle elezioni e dalla vita politica, perseguitando decine di persone. Ad avviso dei difensori dei diritti umani, le autorità di Manama hanno compiuto veri e propri processi di massa. L’Iraq, similmente, per anni ha fatto i conti con la rivalità settaria tra sunniti e sciiti che è stata fomentata dall’intervento americano nel 2003.

In termini di sicurezza, la principale preoccupazione del Bahrein, oltre alla presenza dei gruppi jihadisti all’interno del proprio territorio, è costituita dai rapporti con l’Iran. Le autorità di Manama sono convinte che Teheran svolga una continua azione destabilizzante e, in particolare, vedono nella politica espansiva dell’Iran una minaccia esistenziale, accusandolo di supportare gruppi sciiti sovversivi all’interno del territorio bahreinita per abbattere il regime sunnita esistente e instaurare un governo sciita filo-iraniano.

Da parte loro, i leader iraniani spesso usano una retorica tagliente contro la famiglia Khalifa, che considerano illegittima, e fanno rivendicazioni territoriali sul Bahrein. Molti considerano addirittura il Paese la quattordicesima provincia dell’Iran. Il Bahrein è altresì oggetto di attacchi iraniani in quanto ospita la Quinta flotta della marina americana. Gli USA e l’Iran hanno spesso scontri nelle acque del Golfo Persico e nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz, il quale collega il Golfo all’Oceano Indiano, e attraverso cui passa 1/3 del petrolio che viene mandato in tutto il mondo. 

Dal momento che Teheran ritiene che la presenza di Washington sia provocatoria, spesso, la marina iraniana ha lanciato missili e razzi nelle vicinanze delle navi americane. Inoltre, l’Iran ha più volte minacciato di chiudere lo stretto, creando così gravi conseguenze per il mercato globale del petrolio. Oltre alla Quinta Flotta americana, il Bahrein ospita anche una base militare permanente inglese, aperta ufficialmente il 7 aprile scorso, la prima che il Regno Unito ha inaugurato in Medio Oriente, ad est del Canale di Suez, dal 1971.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.