Gibuti: arrestata una delle menti dell’attentato contro Charlie Hebdo

Pubblicato il 21 dicembre 2018 alle 12:19 in Francia Gibuti

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Il jihadista francese Peter Cherif, ritenuto essere uno delle menti dell’attentato contro la rivista satirica francese Charlie Hebdo a Parigi, il 7gennaio 2015, è stato arrestato nella capitale del Gibuti il 20 dicembre.

legati ai fratelli Kouachi, responsabili dell’attentato contro la redazione di Charlie Hebdo a Parigi il 7 gennaio 2015, è stato arrestato nella capitale del Gibuti, giovedì 20 dicembre.   

Cherif, conosciuto anche con il nome di Abou Hamza, è in custodia della polizia locale in attesa di essere trasferito in Francia. Era legato alla cellula jihadista parigina e, per tale ragione, è implicato nell’inchiesta sull’attacco a Charlie Hebdo, in cui vennero uccise 12 persone.

I fratelli Kouachi furono uccisi a colpi di arma da fuoco dalla polizia francese nei giorni successivi all’attacco. Peter Cherif è stato arrestato per la prima volta in Iraq nel 2004, quando stava combattendo tra i ranghi di al-Qaeda. Condannato a 15 anni in una prigione di Baghdad, è riuscito a scappare nel 2007 per andare in Siria. In seguito fu estradato in Francia e incarcerato per 18 mesi prima di fuggire nello Yemen. Nel 2015 Cherif è stato inserito in una lista statunitense di “terroristi designati a livello mondiale” come membro di al-Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP), e affiliato ad al-Qaeda nello Yemen.

La mattna del 7 gennaio 2015, intorno alle 11:30, due individui mascherati, i fratelli franco-algerini Cherif e Said Kouachi, 32 e 34 anni, fecero irruzione all’interno della redazione del giornale armati di fucili da assalto AK-47, dichiarandosi membri di AQAP e intimando alla disegnatrice Corinne Rey di inserire il codice numerico per avere accesso agli uffici del giornale. La donna, tenuta inizialmente in ostaggio, venne subito rilasciata. Una volta entrati, i terroristi aprirono il fuoco contri i dipendenti urlando in arabo “Allahu Akbar”, “dio è grande”, uccidendo complessivamente 12 persone. Dopo essere fuggiti a bordo di una Citroen C3 nera, gli attentatori si imbatterono in un’auto della polizia, contro cui aprirono nuovamente il fuoco, uccidendo il brigadiere 42enne Ahmer Meraber, di religione musulmana e padre di due figli. In seguito, i terroristi abbandonarono la C3 per rubare un veicolo di un civile presso Porte de Pantin.

Il 9 gennaio, dopo un assedio di ore da parte della polizia presso Dammartin-en-Goele, a 35 km da Parigi, dove si erano rifugiati all’interno di una tipografia chiamata Creation Tendance Decouverte, verso le 17:00, i due fratelli uscirono dall’edificio sparando contro gli agenti. Entrambi furono immediatamente uccisi dai colpi delle forze di sicurezza, mentre altri due poliziotti vennero feriti. 

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Sofia Cecinini

di Redazione

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