Afghanistan: inaugurata la Via dei Lapislazzuli, nuova rotta commerciale

Pubblicato il 13 dicembre 2018 alle 16:17 in Afghanistan Asia

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Il presidente afghano, Ashraf Ghani, ha inaugurato il corridoio commerciale “dei Lapislazzuli” durante una cerimonia nella città di Herat, tenutasi giovedì 13 dicembre.

L’accordo commerciale è stato firmato nell’ottobre 2017, insieme alla Turchia, al Turkmenistan, all’Azerbaijan e alla Georgia, e, secondo il presidente Ghani, rappresenta una pietra miliare per la nuova politica afghana di cooperazione e collaborazione internazionale.  La Via ha inoltre un valore storico. Quasi 2000 anni fa, la pietra del  lapislazzulo veniva esportata da Badakhshan, nel Nord-Est dell’Afghanistan, per arrivare in Europa seguendo lo stesso percorso.

La rotta commerciale, secondo il presidente, consentirà all’Afghanistan di far arrivare i suoi prodotti in Europa e in altre regioni.  La Via dei Lapislazzuli inizierà dal porto di Aqina, al confine turkmeno, e da Torghandi, vicino al confine iraniano. La prima tappa sarà Turkmenbashi, in Turkmenistan, poi attraverserà il Mar Caspio e collegherà la capitale dell’Azerbaigian, Baku, alla Georgia, ossia a Tbilisi e ai porti georgiani del Mar Nero di Batumi e Poti. Il corridoio passerà poi a Kars, nella Turchia orientale, prima di collegarsi a Istanbul e quindi in Europa.

L’accordo sulla via dei Lapislazzuli è stato finalizzato dopo tre anni di colloqui ed è stato firmato durante la settima Conferenza regionale di cooperazione economica sull’Afghanistan (RECCA VII) ad Ashgabat, in Turkmenistan.

La prima spedizione che verrà inviata attraverso il percorso annunciato da Ghani il 13 dicembre include oltre 175 tonnellate di cotone, frutta secca e sesamo. Secondo le statistiche della Camera di Commercio e delle Industrie dell’Afghanistan (ACCI), il volume annuale delle importazioni dello Stato asiatico dall’Europa e dalla Turchia attraverso l’Iran è di 900 milioni di dollari, ma le esportazioni del paese verso le nazioni europee ammontano a solamente 6 milioni di dollari all’anno. La tratta dunque, è un tentativo della presidenza Ghani di equilibrare il deficit nella bilancia commerciale.

Il direttore generale per la cooperazione economica del Ministero degli Esteri, Hassan Soroosh, ha confermato che il primo carico che seguirà la Via è stato spedito giovedì 13 dicembre, in presenza di funzionari di alto livello del governo e delegazioni dei Paesi firmatari dell’accordo. Il vice capo dell’ACCI, Khan Jan Alokozay, ha voluto rimarcare che si spera che non sia solamente un gesto simbolico, ma una tratta con base permanente. Secondo Alokozay, l’Afghanistan dovrebbe ritagliarsi più opportunità per esportare i suoi prodotti e diventare più indipendenti a livello economico.

I rapporti economici dell’Afghanistan sono sempre stati scarsi a causa dei gravi problemi di disordine interno in cui versa il Paese. I talebani lottano per espellere dal Paese le forze straniere e imporre la loro severa visione della legge islamica. Da decenni ormai, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo dell’Unione Sovietica, i talebani si sono affermati come gruppo dominante nel Paese e, alla fine di una sanguinosa guerra civile, hanno governato gran parte del Paese dal 1996 al 2001. Dopo essere stati deposti in seguito all’invasione statunitense del 2001 e all’intervento NATO del 2003, il gruppo ha iniziato a compiere offensive per destabilizzare il Paese e riacquisire il potere. Tuttavia, i talebani non sono l’unico gruppo insurrezionale presente in Afghanistan. Dal 2015, è presente anche Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nella regione, che compie attentati contro le forze di sicurezza e le minoranze sciite locali.

Nell’ultimo periodo si è assistito a svariati tentativi formali di collaborazione per il ristabilimento della pace nella regione, tra cui la nomina di Mohammad Omar Daudazai a consigliere presidenziale per gli Affari di riconciliazione per il processo di pace ad inizio dicembre 2018 e l’annuncio del presidente Ghani, ai microfoni della Conferenza sull’Afghanistan, di un piano quinquennale che include trattative con i talebani per stabilizzare il Paese.

A fine agosto, tuttavia, il ministro degli Esteri uzbeko e il presidente Ghani si sono incontrati a Kabul dove hanno discusso di progetti economici, di transito regionale, del processo di pace in Afghanistan e della lotta contro il terrorismo. Rispetto alla visione economica, i due hanno concordato di voler aumentare la coordinazione tra i rispettivi Stati, al fine di favorire la crescita regionale e la mobilità.

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di Redazione

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