Salvini in visita in Israele: preoccupazione della Difesa per commenti su Hezbollah

Pubblicato il 12 dicembre 2018 alle 9:26 in Israele Italia

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Il ministro dell’Interno e vice premier, Matteo Salvini, è giunto in visita ufficiale in Israele, martedì 11 dicembre, per partecipare ad una serie di incontri istituzionali, secondo quanto reso noto da un comunicato del Ministero dell’Interno. Al proprio arrivo, Salvini ha auspicato ad un maggiore scambio culturale e commerciale tra l’Italia ed Israele, ricordando che le relazioni tra i due Paesi sono già salde.

L’11 dicembre, il capo del Viminale ha incontrato il Patriarca Latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa ed il ministro della Pubblica Sicurezza, Gilad Erdan. Nella giornata del 12 dicembre, invece, è atteso l’incontro con il premier Benjamin Netanyahu, e con il ministro della Giustizia, Ayeled Shaked.

Dopo aver visitato il confine tra Israele e il Libano, dove dal 4 dicembre è in corso l’Operazione Northern Shiled, lanciata dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF), per distruggere i tunnel scavati dai militanti del gruppo sciita libanese Hezbollah, Salvini ha definito i membri di tale organizzazione “terroristi islamici”. “Terroristi islamici che scavano tunnel, chi vuole la pace sostiene il diritto all’esistenza e alla sicurezza di Isarele”, ha scritto il ministro italiano su Twitter riferendosi ai militanti libenasi.

Tale affermazione ha provocato indignazione e imbarazzo del Ministero della Difesa, che si è mostrato preoccupato per le sorti del contingente italiano impegnato nella missione internazionale dell’Onu in Libano, attiva dal marzo 1978. L’attuale contributo italiano, specifica il Ministero, prevede dal primo gennaio 2018 un impego massimo di 1.100 soldati, 28 mezzi terrestri e 6 mezzi aeri. L’operazione italiana in Libano è soprannominata Leonte e, dal 7 agosto 2018, Roma ha assunto per la quarta volta l’incarico di Force Commander e capo della missione UNIFIL.

In merito alle affermazioni di Salvini, la Difesa italiana ha commentato di non voler sollevare alcuna polemica ma che le sue parole “mettono in difficoltà gli uomini della missione impegnati nel Sud del Libano, lungo la blue line, la linea di demarcazione tra il territorio libanese ed israeliano. “Il nostro ruolo superpartes, vicini a Israele e al popolo libanese è sempre stato riconosciuto nell’area”, ha specificato il Ministero. Da parte sua, Salvini ha ribattuto affermando di non comprendere lo stupore, in quanto Hezbollah sta scavando tunnel a decine di metri che sconfinano in territorio israeliano, e non “per andare a fare la spesa”.

Il vice premier Luigi di Maio ha commentato la questione affermando che l’UNIFIL è una delle missioni di pace più importante nel mondo e, per il Movimento 5 Stelle, rappresenta un modello super partes. “Quello che si doveva dire lo ha detto il Ministero della Difesa, io mando un grande abbraccio ai nostri militari e gli dico di tenere duro e di andare avanti”, ha continuato Di Maio.

Hezbollah, in arabo “Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese nata nel 1982 che si è trasformata, nel tempo, in un partito politico locale. Alcuni Paesi considerano un gruppo terroristico soltanto l’ala militare di Hezbollah, facendo una distinzione con il partito politico. Tale distinzione è stata effettuata finora dalla Gran Bretagna che, dal 2008, ha bandito soltanto l’ala militare di Hezbollah. Gli Stati Uniti, al contrario, non effettuano una simile separazione. Da parte sua, l’Unione Europea ha bandito l’ala militare di Hezbollah nel 2012, in seguito ad un attacco contro i membri di un’organizzazione israeliana in Bulgaria, in cui morirono 5 israeliani e un bulgaro musulmano.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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