Haftar in visita ufficiale in Egitto

Pubblicato il 12 dicembre 2018 alle 16:12 in Egitto Libia

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Il generale Khalifa Haftar, uomo forte del governo di Tobruk e capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), si torva in visita ufficiale in Egitto per incontrare “responsabili egiziani” in merito ai rapporti tra i due Paesi nordafricani e agli ultimi sviluppi sulla situazione libica, secondo quanto reso noto dall’agenzia di stampa Ansamed, che cita una fo9nte aeroportuale egiziana.

Haftar è giunto al Cairo martedì 11 dicembre, a bordo di un aereo privato, dove rimarrà per due giorni. In particolare, la fonte ha riferito che il generale libico affronterà la questione del rafforzamento dei rapporti tra Libia ed Egitto, soprattutto nell’ambito del controllo dei confini, per evitare infiltrazioni terroristiche. È previsto altresì uno scambio di informazioni di sicurezza su formazioni terroristiche e sugli sviluppi della situazione politica fella Libia.

L’Egitto, insieme a Russia, Emirati Arabi Uniti e Francia, appoggia il governo di Tobruk, il quale si contrappone a quello di Tripoli, guidato dal premier Fayez Serraj, che è invece sostenuto dall’Italia e dall’Onu.

Il 6 dicembre, Haftar si era recato a Roma, dove ha incontrato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con cui ha affrontato la questione libica, a seguire della Conferenza internazionale sulla Libia di Palermo del 12 e 13 novembre, promossa dall’Italia. Così facendo, Roma mira a svolgere un ruolo di primo piano nella stabilizzazione della Libia. Tuttavia, anche la Francia ha l’obiettivo di espandere la propria influenza sul Paese nordafricano, tanto che il presidente Emmanuel Macron, per lungo tempo, ha insistito che la Libia avrebbe dovuto organizzare nuove elezioni per il 10 dicembre, come concordato alla conferenza di Parigi del 29 maggio scorso. Tale piano, tuttavia, è stato osteggiato sia dal governo di Tripoli, sia dall’Italia e dall’Onu, i quali hanno ritenuto che la Libia non fosse ancora pronta a compiere tale passo. Nel corso del fine settimana passato, Conte ha reso noto che, nei giorni successivi, avrebbe incontrato nuovamente Haftar.

Nonostante l’appoggio dell’Onu, l’Italia si trova a fronteggiare da sola un fronte che appoggia fortemente Haftar e che sembra essere molto compatto. Francia ed Egitto, entrambi sostenitori del generale libico, hanno effettuato un’esercitazione militare congiunta nel Mar Rosso, il 2 dicembre, per aumentare la cooperazione tra le forze armate dei due Paesi e massimizzare i benefici reciproci.

Il 7 dicembre, la Commissione elettorale della Libia ha programmato un referendum costituzionale per il 2019, chiedendo al governo 28,7 milioni di dollari. La notizia è stata annunciata dal presidente della Commissione, Emas al-Sayah, il quale ha spiegato che, senza un sostegno finanziario, né il referendum né le successive elezioni potranno essere organizzate. Se il sostegno finanziario venisse fornito velocemente, ha specificato al-Sayah, i lavori potrebbero iniziare a gennaio, in modo che il referendum possa tenersi a fine febbraio 2019. Una bozza di costituzione è già stata presentata, anche se non è ancora chiaro se verrà completata entro la conferenza nazionale pianificata per l’inizio dell’anno nuovo, in occasione della quale verrà stabilito il protocollo elettorale.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato dall’intervento della NATO, nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Tra il 2012 e il 2014, il Paese è giunto nuovamente sull’orlo di una guerra civile, che ha portato alla formazione di due governi rivali, uno insediato a Tripoli e uno a Tobruk. Il 17 settembre 2015, l’accordo di Skhirat ha dato vita al Governo di Accordo Nazionale (GNA), con a capo Serraj, che avrebbe dovuto unificare il panorama politico libico. Tuttavia, gli altri due governi non l’hanno mai riconosciuto, così che Serraj è riuscito ad insediarsi a Tripoli soltanto il 30 marzo 2016 e, da allora, le autorità libiche continuano ad essere divise in due governi rivali.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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