Afghanistan: nominato consigliere per gli Affari di riconciliazione per il processo di pace

Pubblicato il 11 dicembre 2018 alle 8:27 in Afghanistan Asia

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I funzionari dell’Alto Consiglio per la Pace in Afghanistan (HPC) stanno esaminando i cambiamenti nella strategia di pace dopo la nomina di Mohammad Omar Daudzai a consigliere presidenziale per gli Affari di riconciliazione del capo di Stato afghano, Mohammad Ashraf Ghani, secondo quanto riportato da TOLOnews.

L’HPC è un organismo del Programma per la pace e il reinserimento in Afghanistan, creato nel 2010 dall’ex Presidente afghano, Hamid Karzai, composto da 70 membri, per negoziare con i talebani.

Daudzai è un politico afghano, ex ministro degli Interni sotto la presidenza Karzai e ambasciatore in Iran e in Pakistan. Il decreto presidenziale, firmato il 9 dicembre, lo ha nominato inviato speciale per gli Affari regionali sulla pace e gli ha conferito un posto alle riunioni del Consiglio di sicurezza nazionale.

Secondo l’agenzia di stampa afghana KhaamaPress, l’incarico di Daudzai suggerisce che vi siano negoziazioni in corso per nominarlo anche segretario dell’Alto Consiglio per la Pace. In più, nell’accettare la carica conferitagli da Ashraf Ghani, l’ex ministro ha rinunciato a concorrere alle le prossime elezioni presidenziali.

Il vice presidente del Consiglio per la pace in Afghanistan, Assadullah Zaeeri, ha affermato che la nuova strategia di pace sarà strutturata in linea con la situazione attuale nel Paese. Questo nuovo sviluppo ha avuto luogo dopo che i leader del National Unity Government (NUG), il governo in carica, hanno incontrato membri dell’HPC nel palazzo presidenziale, dove hanno discusso sulle modalità e le prospettive del processo di pace tra il governo e i talebani. “Durante la riunione, il presidente ha spiegato dettagliatamente le linee fondamentali, le direttive e gli orientamenti per i negoziati”, ha dichiarato il portavoce del presidente Shahhussain Murtazawi alla stampa. “È naturale che siano necessarie riforme e riconsiderazioni sulla strategia di pace” ha commentato dopo l’incontro Zaeeri.

Nel frattempo, un certo numero di commentatori politici hanno previsto che, in vista della complessità del processo di pace in Afghanistan, Daudzai potrebbe dover affrontare una grande prova nei suoi sforzi per creare armonia tra i paesi regionali.  “La sfida più grande e più strategica in una simile missione, riguardante la questione in Afghanistan, è la mancanza di coordinamento tra i Paesi, siano essi quelli della regione o più lontani, nonché il conflitto tra gli interessi di questi attori” ha detto l’analista politico Nasrallah Stanekzai.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. I talebani, tuttavia, non sono l’unica preoccupazione dell’esercito di Kabul e degli USA, poiché, dal 2015, l’Afghanistan è minacciato anche dalle attività della Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nell’area, che compie attacchi sistematici contro le comunità locali sciite.

I talebani, il cui scopo è quello di espellere le forze armate straniere dal Paese, erano stati invitati per la prima volta dal governo di Kabul a sedersi al tavolo delle trattative, senza precondizioni, a febbraio 2018. Il capo dell’UNAMA, missione dell’ONU operante in Afghanistan, Toby Lazier, il 23 novembre, si è detto certo che verrà raggiunto un accordo di pace. Ha però specificato che c’è bisogno di più coordinazione internazionale e della volontà di includere tutte le parti nella discussione. Su quest’ultimo punto, di recente è stato fatto un passo avanti. Il 18 novembre, infatti, i leader dei talebani hanno incontrato il rappresentante speciale degli Stati Uniti, Zalmay Khalilzad, in Qatar per la seconda volta in questo mese. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato, giovedì 22 novembre, che gli USA si trovano ad un buon punto nei negoziati di pace.

Tra il 26 e il 28 novembre, si è tenuta a Ginevra la Conferenza sull’Afghanistan, un summit di due giorni al quale hanno partecipato diplomatici di tutto il mondo per discutere dello sviluppo e dell’economia del Paese asiatico, distrutto da anni di guerra. Ai microfoni della conferenza, il presidente Ghani ha annunciato un piano quinquennale per lo stabilimento della pace nella regione che includeva anche trattative pacifiche con i talebani.

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di Redazione

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