Hezbollah: “Nessuna postazione iraniana colpita in raid israeliano in Siria”

Pubblicato il 4 dicembre 2018 alle 7:34 in Libano Siria

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Un ufficiale di Hezbollah ha riferito che il raid israeliano avvenuto in Siria il 29 novembre non ha colpito alcuna postazione della milizia sciita libanese o iraniana. “Le postazioni dell’Iran e di Hezbollah a Kiswah, nel Sud della Siria, non sono state esposte ai bombardamenti”, ha riferito la fonte a Reuters.

Il 29 novembre, Israele ha reso noto di aver bombardato diverse aree nelle vicinanze di Damasco, in quelli che l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha definito “i primi raid aerei israeliani dopo 72 giorni di interruzione”. Nello specifico il comunicato dell’Osservatorio ha riferito che, per più di un’ora, i missili israeliani hanno colpito diverse posizioni nei sobborghi di Damasco e anche nel Sud del Paese, nella provincia frontaliera di Quneitra.

Lo stesso giorno, l’aviazione siriana ha riportato di aver abbattuto “un obiettivo ostile” che stava volando sopra la città di Kiswah, a Sud della capitale, senza tuttavia specificare la sua provenienza. Ad avviso di alcune fonti dell’opposizione siriana, il bersaglio è caduto vicino ad un’area dove sono presenti diverse basi delle milizie libanesi di Hezbollah, che sostengono le forze del presidente siriano, Bashar al-Assad, e sono strette alleate dell’Iran.

Tale informazione è stata confermata da quanto riportato dal quotidiano israeliano The Times of Israel, il quale ha riferito che, il 29 novembre, i jet da guerra del Paese mediorientale hanno alcune basi di milizie filoiraniane insieme a nascondigli di armi di Teheran nel Sud della Siria. Le esplosioni hanno interessato la zona della capitale siriana vicina all’aeroporto che, secondo Israele, viene utilizzato dall’Iran per fornire armi avanzate ai gruppi terroristici.

Nonostante secondo quanto affermato dell’ufficiale di Hezbollah, secondo fonti dell’intelligence regionale, le aree interessate dai bombardamenti si trovano in prossimità di siti strategici utilizzati per la logistica e la comunicazione da parte del gruppo sciita.

Le aree intorno a Damasco, in passato, sono state bombardate da Israele centinaia volte, con l’obiettivo di eliminare le milizie filoiraniane e i membri della Guardia Rivoluzionaria presenti. Come spiega The New Arab, Israele, come politica, non conferma o smentisce mai tali attacchi, a meno che non sia forzato a farlo. Gli ultimi raid prima di quello del 29 erano avvenuti il 17 settembre, quando un jet russo è stato abbattuto, causando la morte di 15 ufficiali di Mosca, che ha puntato il dito contro Israele, incolpandolo di essere responsabile dell’incidente.

Da parte loro, le autorità israeliane hanno respinto tali imputazioni. In seguito all’episodio, la Russia ha poi inviato missili di difesa avanzati a Damasco, mentre il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha riferito a Mosca che avrebbe continuato a colpire obiettivi ostili in Siria per impedire all’Iran di stabilire la propria presenza militare lungo i confini. Nonostante tali tensioni, Russia e Israele hanno continuato a coordinarsi al fine di assicurare la sicurezza della Siria. Tuttavia, molti analisti della difesa sospettano che Mosca, attraverso l’invio dei missili al regime siriano, voglia diminuire la capacità di Israele di colpire obiettivi iraniani.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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