Yemen: 50 ribelli Houthi feriti verranno evacuati in Oman dall’Onu

Pubblicato il 3 dicembre 2018 alle 15:17 in Oman Yemen

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La coalizione saudita che bombarda i ribelli sciiti Houthi in Yemen ha reso noto che 50 militanti feriti verranno evacuati a Muscat, in Oman, per ricevere cure mediche, a bordo di un aereo delle Nazioni Unite.

L’annuncio è stato effettuato lunedì 3 dicembre, su richiesta dell’inviato dell’Onu in Yemen, Martin Griffiths, il quale sostiene che tale gesto porterà beneficio ai futuri colloqui di pace che si terranno in Svezia. Griffiths ha giustificato il gesto con “ragioni umanitarie”, e lo ha definito volto ad accrescere la fiducia tra le parti coinvolte. Come sottolinea al-Jazeera English, l’evacuazione dei combattenti houthi feriti costituisce uno step verso il rilancio delle negoziazioni, attualmente in una fase di stallo, nel momento in cui il mondo intero sta esercitando pressione affinché il conflitto in Yemen, che ha causato una delle peggiori crisi umanitarie al mondo, volga al termine.

Il portavoce della coalizione saudita, Tuurki al-Maliki, ha riferito, attraverso un comunicato, che l’aereo charter dell’Onu con a bordo i feriti è atteso nell’aeroporto internazionale di Sana’a nella giornata di lunedì 3 dicembre, per poi dirigersi a Muscat insieme a dottori yemeniti e delle Nazioni Unite. Al momento, gli Houthi non hanno rilasciato alcun comunicato ufficiale al riguardo.

I colloqui di pace, proposti dall’Onu, sono stati appoggiati sia dalle forze yemenite, sia dalle forze dei ribelli e avrebbero dovuti tenersi in Svezia la prima settimana di dicembre. Il segretario generale delle Nazioni Unte, Antonio Guterres, tuttavia, ha cancellato l’evento, posticipandolo a data da definirsi. Gli Houthi hanno promesso di partecipare all’incontro, soltanto se verrà garantito loro un passaggio sicuro.

I precedenti colloqui di pace, previsti lo scorso settembre a Ginevra, sono falliti per la mancata partecipazione della delegazione dei ribelli, che non ha mai lasciato la capitale dello Yemen, asserendo che l’Onu non poteva garantire il loro ritorno in sicurezza. Negli ultimi giorni, Griffiths, che è a sua volta giunto a Sana’s lunedì 3 dicembre, aveva cercato di colloquiare con entrambe le parti per creare le basi del futuro incontro in Svezia.

Lo Yemen, dal 19 marzo 2015, sta vivendo una guerra civile combattuta tra i ribelli sciiti Houthi e le forze governative del presidente Mansour Hadi, sostenuto dalla coalizione a guida saudita, appoggiata, a sua volta, dagli USA, i quali inviano armi, carburante per gli aerei e riferiscono informazioni dell’intelligence. La coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale.

Ad oggi, sono più di 14 milioni i civili in Yemen che stanno rischiando di morire di fame, mentre oltre tre quarti della popolazione necessitano di aiuti umanitari. Le organizzazioni umanitarie hanno stimato che 85.000 bambini al di sotto dei 5 sono morti per la carestia dall’inizio del conflitto.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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