Afghanistan: noto comandante talebano ucciso in raid aereo

Pubblicato il 3 dicembre 2018 alle 6:00 in Afghanistan Asia

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Un importante comandante del gruppo talebano è stato ucciso durante un’operazione congiunta dell’esercito afghano e delle Forze Speciali americane nella provincia afghana meridionale di Helmand.

L’uomo in questione si chiamava Mullah Abdul Manan ed era a capo del distaccamento talebano operativo nella provincia di Helmand. Manan è stato ucciso insieme ad altre 29 persone durante un raid aereo condotto dalle truppe afghane e americane sabato 1 dicembre, mentre il talebano stava tenendo una riunione con altri comandanti e combattenti locali del gruppo nel distretto di Nawzad. A darne la notizia per primo è stato, nella giornata di domenica, Mohammad Yasin Khan, il governatore della provincia di Helmand. La morte del capo talebano è stata successivamente confermata anche dai membri dei talebani presenti a Helmand e nella provincia limitrofa di Kandahar, tuttavia non è ancora avvenuto il riscontro ufficiale da parte dell’esercito statunitense, il quale ha detto di essere impegnato ad appurare la notizia.

La morte di Mullah Abdul Manan, che aveva guidato i combattenti talebani durante la fase di conquiste crescenti del potere del movimento nel Paese, assicurandosi il controllo sulla provincia di Helmand negli anni successivi alla fine delle missioni internazionali sul suolo afghano nel 2014, è stata considerata un enorme successo per le truppe e il governo afghano. “Era il più anziano comandante dei talebani nel sud, e la sua morte avrà un impatto generale sulla sicurezza” ha affermato un ufficiale addetto alla sicurezza nella città di Kabul.

Sebbene siano stati presi i primi contatti tra i rappresentanti del gruppo talebano e l’inviato speciale americano Zalmay Khalilzad, sul campo di battaglia la situazione non si è placata, in quanto entrambe le parti mirano a consolidare per quanto possibile la propria influenza prima di avviare le trattative di pace, con le quali si cercherà di portare una fine al conflitto che è in corso nel Paese ormai ininterrottamente da 17 anni.

Gli sforzi di collaborazione tra talebani e autorità avevano visto dei risultati positivi negli ultimi mesi. I talebani, il cui scopo è quello di espellere le forze armate straniere dal Paese e di rovesciare il governo, erano stati invitati dall’amministrazione afghana a sedersi al tavolo delle trattative, senza precondizioni, per la prima volta a febbraio. Il capo missione dell’UNAMA, Toby Lazier, si era detto certo del raggiungimento di un accordo di pace, seppur specificando che c’è bisogno di una maggiore cooperazione internazionale e della volontà di includere tutte le parti nella discussione. Su quest’ultimo punto, di recente era stato fatto un passo avanti. Il 18 novembre, i leader dei talebani avevano incontrato il rappresentante speciale degli Stati Uniti, Zalmay Khalilzad, in Qatar per la seconda volta in questo mese. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva dichiarato, giovedì 22 novembre, che gli USA si trovano ad un buon punto nei negoziati di pace. Le Nazioni Unite, tuttavia, ad ottobre 2018 avevano dichiarato che il numero di vittime civili degli attacchi aerei nei primi nove mesi dell’anno era già più alto che in qualsiasi altro anno da almeno il 2009.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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