Israele intercetta volo iraniano civile con armi destinate a Hezbollah

Pubblicato il 30 novembre 2018 alle 11:44 in Iran Libano

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Un aereo cargo iraniano con a bordo armi avanzate, destinate al gruppo sciita libanese Hezbollah, è stato intercettato mentre volava da Teheran a Beirut, nella giornata di giovedì 29 novembre, poche ore prima dei bombardamenti israeliani in Siria, vicino a Damasco e nel Sud del Paese, contro postazioni di militanti filoiraniani.

E’ quanto riferisce il quotidiano israeliano The Times of Israel, il quale, in base ai dati pubblici in relazione al traffico aereo, il volo numero QFZ-9964 della Fars Air Qasem è partito dalla capitale iraniana dopo le 8:00 del mattino locali, sorvolando l’Iraq e la Siria, per poi atterrare presso l’aeroporto internazionale Rafik Hariri di Beirut, qualche ora più tardi. Successivamente, lo stesso velivolo, che era un Boeing 747, si è diretto a Doha, in Qatar, prima di fare ritorno a Teheran. Secondo quanto annunciato dalle forze di difesa israeliane, tale aereo ha trasportato armi a Beirut.

La sera di giovedì 29 novembre, il tenente colonnello israeliano Avichay Adraee ha scritto su Twitter che “il Libano dovrebbe impedire agli aerei iraniani di portare materiale da guerra all’interno del proprio territorio nazionale”. Lo stesso giorno, il rappresentante speciale degli Stati Uniti per l’Iran, Brian Hook, ha riferito che Washington è in possesso di prove in merito al fatto che l’Iran sta aiutando Hezbollah a costruire siti missilistici. “L’Iran deve smettere di testare e di produrre missili balistici, di lanciare e sviluppare missili nucleari e di supportare milizie in Libano, Siria, Iraq, Bahrein e Yemen”, ha riferito Hook.

Gli ufficiali americani ed israeliani, da lungo tempo, sostengono che l’Iran stia fornendo armi e munizioni ad Hezbollah in Libano, attraverso voli civili come quello della Fars Air Qasem del 29 novembre. Tali voli, generalmente, invece di andare direttamente in Libano, fanno fermate in Siria per scaricare il materiale. La Fars Air Qasem, già in passato, è stata identificata essere una delle compagnie aeree coinvolte nel trasporto di sistemi militari per le forze armate iraniane. Nonostante le sanzioni americane abbiano colpito diverse compagnie, per il momento, la Fars Air Qasem ne è rimasta esclusa.

Nel corso del mese di ottobre, spiega il quotidiano israeliano, era stato riportato che la Fars Air Qasem aveva trasferito a Hezbollah componenti GPS avanzate, che avrebbero permesso al gruppo di migliorare la precisione dei razzi guidati e, quindi, aumentare la minaccia nei confronti di Israele. Un altro aereo della Fars Air Qasem sarebbe altresì stato bombardato a settembre dalle forze israeliane, mentre stava trasportando materiale destinato al gruppo sciita libanese.

Hezbollah, in arabo “Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese nata nel 1982 che si è trasformata, nel tempo, in un partito politico locale. Secondo alcune fonti, i suoi militanti dovrebbero essere in possesso di un arsenale più grande di quello dell’esercito libanese. Alcuni Paesi considerano un gruppo terroristico soltanto l’ala militare di Hezbollah, facendo una distinzione con il partito politico. Tale distinzione è stata effettuata finora dalla Gran Bretagna che, dal 2008, ha bandito soltanto l’ala militare di Hezbollah. Gli Stati Uniti, al contrario, non effettuano una simile separazione. Da parte sua, l’Unione Europea ha bandito l’ala politica di Hezbollah nel 2012, in seguito ad un attacco contro i membri di un’organizzazione israeliana in Bulgaria, in cui morirono 5 israeliani e un bulgaro musulmano.

Secondo Lina al-Khatib, direttrice del programma per il Medio Oriente e il Nord Africa nella think tank Chatham House, l’Iran ha iniziato a contrabbandare armi in Libano su aerei civili ancor prima dello scoppio della guerra civile in Siria, nel marzo 2011. Tuttavia, secondo al-Khatib, il traffico illegale si è intensificato proprio con l’inizio conflitto siriano, in seguito al quale l’alleato dell’Iran, Hezbollah, ha rafforzato il controllo indiretto sull’aeroporto internazionale di Beirut. Il monitoraggio in questione, definito indiretto, è possibile grazie all’appartenenza o alla fedeltà del personale aeroportuale al gruppo terroristico. L’aviazione libanese ha negato le accuse di coinvolgimento nel traffico di armi in Siria, sostenendo che il proprio aeroporto internazionale è utilizzato solo a scopi civili.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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