G20: magistratura argentina chiede informazioni sullo status diplomatico di Mohammed Bin-Salman

Pubblicato il 30 novembre 2018 alle 14:21 in Arabia Saudita Argentina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La magistratura argentina ha chiesto al ministero degli esteri delucidazioni riguardo allo status diplomatico di Mohammed Bin-Salman, erede al trono saudita, rappresentante dell’Arabia Saudita al G20 di Buenos Aires e considerato mandante dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Il principe è arrivato in Argentina già mercoledì 28 novembre, in vista del G20 in corso a Buenos Aires venerdì 30 novembre e sabato 1 dicembre.

Con una denuncia per violazione dei diritti umani da parte dell’organizzazione non governativa Human Rights Watch contro il principe saudita, il procuratore generale della Nazione, Ramiro González, aveva chiesto misure speciali per impedire la detenzione di Mohammed Bin-Salman mentre si trova in territorio argentino. Il governo aveva già chiarito che l’erede al trono saudita gode di “speciali immunità diplomatiche”.

Il giudice Ariel Lijo ha chiesto formalmente al Ministero degli Esteri di informare la magistratura sullo status e sulle condizioni diplomatiche con cui il principe è arrivato a Buenos Aires. Il procuratore González ha inoltre chiesto a Lijo di inviare richieste di chiarimenti a Yemen, Arabia Saudita e Turchia sul caso Khashoggi, per avere tutti gli elementi per stabilire se il caso è di competenza della giustizia argentina o meno. 

La denuncia include anche presunti crimini contro l’umanità commessi dall’Arabia Saudita nello Yemen. Lijo ha accolto anche tale richiesta e ha chiesto al governo di Ankara, allo Yemen e alla Corte penale internazionale di stabilire se ci sono procedimenti in corso contro il principe saudita, richiedendo inoltre alla ONG Human Rights Watch di fornire dettagli sui fatti denunciati.

Secondo fonti del quotidiano argentino Clarín, la procura generale della Nazione aveva richiesto l’invio di lettere rogatorie per confermare lo status del principe oltre ad una serie di altre informazioni per determinare se il figlio del monarca saudita dovesse essere indagato in Argentina o meno. Subito dopo che sarà stata decisa la competenza o meno della giustizia argentina sulla base delle informazioni richieste e sarà analizzata la richiesta di detenzione del principe saudita che comporta la denuncia, secondo quanto riferiscono fonti legali al quotidiano bonaerense. 

La procura generale ha comunque dettato una serie di misure che rendono poco probabile un eventuale arresto di Mohammed Bin Salman in Argentina, appellandosi essenzialmente alle convenzioni internazionali vigenti durante un vertice di portata planetaria come il G20 in corso a Buenos Aires. Il giudice Lijo ha accolto tali misure e ha chiesto al ministero degli esteri di riferire sullo stato e sulle condizioni diplomatiche stabilite per il vertice del G20 “in conformità con le attuali convenzioni internazionali”. 

Human Rights Watch ha denunciato Mohammed Bin Salman alla giustizia argentina lo scorso lunedì 26 novembre. A seguito delle violazioni dei diritti umani durante l’ultima dittatura militare (1976-83), la legge argentina in materia è tra le più rigide del mondo. 

“Procedendo verso un’indagine formale, le autorità giudiziarie argentine hanno inviato un messaggio chiaro: anche i potenti, come Mohammed Bin-Salman, non sono al di sopra della legge e saranno oggetto di controlli se sono coinvolti in crimini internazionali. Ora ci sarà un enorme sospetto sul principe ereditario, mentre cerca di recuperare la sua reputazione, che è in frantumi, durante il vertice del G-20. Leader globali dovrebbero seriamente pensare se vogliono scattarsi una foto con qualcuno che potrebbe finire sotto inchiesta per crimini di guerra e tortura” – ha dichiarato Kenneth Roth, direttore esecutivo di Human Rights Watch.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.