Cile: approvata la Legge d’Identità di Genere

Pubblicato il 30 novembre 2018 alle 19:31 in America Latina Cile

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Il presidente del Cile, Sebastian Piñera, ha promulgato la Legge di Identità di Genere che permette il cambiamento di sesso ai maggiori di 18 anni, ed ai minorenni tra i 14 ed i 17 anni, se autorizzati dai loro genitori o tutori. La norma stabilisce che una volta effettuate le modifiche, la persona dovrà essere riconosciuta ed identificata secondo la sua identità di genere.

La nuova norma, si mette al passo con quelle più avanzate in materia approvate finora in America Latina e incorpora il diritto all’identità di genere e garantisce l’accesso ai trattamenti ormonali ed agli interventi chirurgici anche attraverso il ricorso alla sanità pubblica. Inoltre il cambiamento di genere sarà possibile anche senza ricorso a trattamenti ormonali o interventi chirurgici, come già previsto in Uruguay, Argentina, Colombia, Bolivia, Ecuador e Messico.

Piñera ha affermato che la nuova legislazione in materia significa un grande impegno assunto dal governo del Cile nei confronti della dignità umana ed ha sottolineato l’obbligo morale con chi è stato discriminato ingiustamente per molto tempo.

“La nuova norma permetterà di lasciarci alle spalle molte esperienze dolorose” – ha affermato il Presidente del Cile, che ha avvertito che la situazione necessita un cambiamento culturale da parte della società cilena. “È un passo per saldare un debito da parte di una società con troppi pregiudizi, con troppa discriminazione, e poco umanitaria” – ha aggiunto.

L’iniziativa, presentata durante il governo socialista di Michelle Bachelet, è stata ferma per cinque anni al Congresso, e lo scorso ottobre è passata al Tribunale Costituzionale per valutarne la costituzionalità. Una volta ottenuto il placet della Corte, Piñera ha promulgato la legge, che stabilisce che l’identità di genere “consiste nella facoltà di ogni persona la cui identità di genere non coincida con il sesso e il nome registrato, di sollecitare la rettifica degli errori”.

Le organizzazioni per i diritti della comunità LGBT ha celebrato l’evento, ma hanno al contempo invitato il governo a non ritardare ulteriormente l’approvazione dei decreti attuativi, che rendano immediatamente vigente il nuovo testo.

Secondo numerosi analisti, la grave crisi che ha colpito la Chiesa cattolica cilena, travolta da scandali di pedofilia e occultazione degli stessi da parte delle alte gerarchie, che hanno spinto Papa Francesco ad accettare le dimissioni in blocco di tutti gli arcivescovi del Cile, ha reso possibile l’approvazione delle nuove norme senza particolari dibattiti in campo etico e morale. Non solo, Sebastián Piñera, l’unico conservatore ad aver presieduto il Cile (2010-14 e attualmente al secondo mandato) dalla caduta della dittatura del Generale Pinochet, ha potuto promulgare una legge dai contenuti molto progressisti, praticamente senza opposizione da parte della coalizione conservatrice che lo sostiene. La stessa coalizione durante il governo Bachelet aveva fatto ostruzionismo in parlamento e presentato ricorso al Tribunale Costituzionale per fermare l’approvazione della norma. 

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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