Afghanistan: uccisi 40 civili in due giorni da talebani e forze americane

Pubblicato il 29 novembre 2018 alle 14:24 in Afghanistan Asia

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Alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco nella sede di Kabul della compagnia G4S, che offre servizi di sicurezza, mercoledì 29 novembre. L’attentato, subito rivendicato dai talebani, ha causato 10 morti e almeno 19 feriti. Secondo quanto riporta il Telegraph, tra le vittime c’è anche un cittadino inglese. La stima dei deceduti, i cui numeri sono stati riferiti da un rappresentante del Ministero della Salute, non è stata ancora confermata in quanto tra i feriti alcuni versano in condizioni gravi. “Alcuni uomini armati sono entrati nella struttura del G4S subito dopo lo scoppio di un’autobomba”, ha riferito il portavoce del Ministero degli Interni, Najib Danish.

L’attacco è avvenuto mentre a Ginevra era appena terminata la Conferenza sull’Afghanistan, un summit di due giorni al quale hanno partecipato diplomatici di tutto il mondo per discutere dello sviluppo e dell’economia del Paese asiatico, distrutto da anni di guerra. Ai microfoni della conferenza, il presidente afghano, Ashraf Ghani, ha annunciato un piano quinquennale per lo stabilimento della pace nella regione che includeva anche trattative pacifiche con i talebani.

Reuters riferisce che la complessa dinamica di quest’ultima strage rivela un’organizzazione puntigliosa, che sottolinea quanto la situazione a Kabul sia ancora instabile nonostante gli sforzi degli Stati Uniti e del governo afghano per aprire colloqui di pace con i talebani per porre fine a oltre 17 anni di guerra.

Il presidente della sicurezza nazionale afghana, Hamdullah Mohib, al momento a Ginevra per la Conferenza, ha dichiarato che eventi come questo “rafforzano la determinazione per la pace”.  Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha riferito che l’attacco è stato lanciato come rappresaglia per le vittime causate dalle forze di sicurezza nelle province meridionali di Helmand e Kandahar. Non a caso, la compagnia G4S è uno dei più importanti gruppi di sicurezza al mondo e i suoi servizi sono largamente usati in Afghanistan, fornendo anche le guardie per l’area intorno all’ambasciata britannica. L’unica dichiarazione rilasciata dalla compagnia conferma l’incidente in una delle loro quattro sedi a Kabul, senza ulteriori dettagli.

L’ultimo atto di violenza compiuto ai danni della popolazione afghana risale a martedì 28 novembre. In un raid aereo notturno effettuato dalle truppe americane, 30 civili afghani sono stati vittime collaterali dei bombardamenti. L’attacco aereo, come riportato da Reuters, è stato effettuato nella provincia di Helmand per esercitare pressione sui talebani affinché accettassero di sedersi al tavolo con il governo per cominciare i lavori per la pace.

La Resolute Support, la missione NATO operante in Afghanistan dal 2015, ha dichiarato che il raid aereo è stata la risposta ad un attacco che i talebani hanno sferrato nei confronti delle truppe stanziate nel distretto di Garmsir e che le forze di terra non erano a conoscenza della presenza di civili sul territorio. Tra le vittime, oltre a un numero ancora non specificato di insorti, vi sono 16 tra donne e bambini.

Gli sforzi di collaborazione hanno visto dei risultati positivi negli ultimi mesi. I talebani, il cui scopo è quello di espellere le forze armate straniere dal Paese e di rovesciare il governo, erano stati invitati dall’amministrazione afghana a sedersi al tavolo delle trattative, senza precondizioni, per la prima volta a febbraio. Il capo missione dell’UNAMA, Toby Lazier, si è detto certo che verrà raggiunto un accordo di pace, seppur specificando che c’è bisogno di una maggiore cooperazione internazionale e della volontà di includere tutte le parti nella discussione. Su quest’ultimo punto, di recente è stato fatto un passo avanti. Il 18 novembre, i leader dei talebani hanno incontrato il rappresentante speciale degli Stati Uniti, Zalmay Khalilzad, in Qatar per la seconda volta in questo mese. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato, giovedì 22 novembre, che gli USA si trovano ad un buon punto nei negoziati di pace.

Le Nazioni Unite, tuttavia, ad ottobre 2018 hanno dichiarato che il numero di vittime civili degli attacchi aerei nei primi nove mesi dell’anno era già più alto che in qualsiasi altro anno da almeno il 2009.

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di Redazione

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